Lug 05 2008
Una Lucilla a Londra
Altro che americani a Parigi! Sono sbarcata stamane in quel di London dopo travagliatissimo viaggio con ryanair, e ancora non ci ho capito niente. O meglio, ho capito poche regole fondamentali che credo mi serviranno nei prossimi giorni, tipo che NON E’DETTO che un fast food abbia il cesso (e io furbetta me li sono girati tutti prima di capirlo), o tipo che gli stradari michelin fanno veramente, veramente cagare, inutile buttare i soldini così, tanto vale andare dalla signorina della metropolitana e lei gentilissimamente ti aiutera’ e ti dara’ anche una mappa.
Adesso mi trovo in una casetta londinese ospite non ho capito bene di chi, credo di un amico di un amico, in ogni caso trattasi di persona gentilissima e generosa che pur non conoscendomi per due notti m’ha offerto la sua spare room e io, che non ci avevo una lira, ho felicemente accettato contraccambiando con una bottiglia di limoncello italico.
E’ vero. Gli inglesi non ci hanno il bidet. Per lavarsi la patatina (o il fiorellino, o la fighetta, insomma, la vulva) si devono fare le acrobazie nella vasca da bagno.
E’ vero, gli inglesi ci hanno il bollitore elettrico per l’acqua. Lo voglio anche io, è bellissimo. Ma se me lo compro prometto di lavarlo, ogni tanto, al contrario degli inglesi.
Questa Londra un po’ freddarella ma soleggiata mi comincia lentamente a piacere. Ci ho pure un biglietto bisettimanale che mi farà girare liberamente per tutta la città, mi sento proprio una ragazza emancipata.
Vedere non ho visto ancora quasi nulla, a parte tantissime casette colorate che pare proprio di stare nel film di meripoppins. E poi gente che parla in tutte le lingue, tranne che in inglese.
Mi sa che invece di lavare i panni nel tamigi li laverò nel gange.
