Archive for the 'tivvù' Category

Nov 15 2010

a volte non avere la tivvù è proprio meglio

La storia un pochino serendipica è questa: mi si rompono i fornelli dunque chiedo ospitalità a vari amici nelle loro cucine per preparare le mie cosine salubri e non ridurmi a piadine come invece suggerisce qualcuno. In una di queste case trovo un televisore, oggetto che non vedevo oramai da un anno e mezzo, e decido di accenderlo. Orbene mi sorprende la pubblicità di tale detersivo nominato “rio casamia”.
Non so se qualcuno l’ha già vista. Ma se qualcuno l’ha già vista mi domando allora perchè nessuno dica niente.
Immagino che questi geniacci dei supercreativi che hanno fatto la pubblicità volessero fare una cosa alla bolliwood, insomma, richiamare il nuovo cinema indiano e i musicalacci che vanno tanto di moda adesso, perchè c’è tutto un balletto di donne indiane vestite in sari che si passano questo detersivo e cantano le sue virtù.

In mezzo, un uomo indiano che si pavoneggia e si dedica ad attività non meglio specificate.
Ogni tanto poi la telecamera indugia sull’immagine di una donna bianca che non si capisce se sia stranita, perplessa o semplicemente stanca. Ma comunque non è lei a maneggiare il detersivo (non più, direi)
Per un attimo, lo ammetto, ho pensato oh, vedi che bello, finalmente nelle pubblicità ci sono anche delle donne che visibilmente hanno origine in altri paesi, hanno altre tradizioni e non le rinnegano e blablabla.
Poi una di queste donne apre la bocca e il risultato è una specie di “mamy” in via col vento. Non so se avete presente. La classica caricatura della straniera che parla male l’italiano.

Bene. Vorrei dire che a me una pubblicità così non mi sta bene. Intanto voglio sapere perchè sono le indiane a pulire e non gli indiani. Vorrei sapere perchè il maschio si limita a ballare mentre le femmine hanno tutte in mano il detersivo. Poi voglio anche sapere perchè sono tutte indiane le donne che puliscono e non ce ne sta manco una che sia visibilmente europea. Infine voglio sapere perchè le donne indiane parlano male l’italiano, non commettendo gli errori sintattici che commetterebbe un indiano ma parlando proprio come gli schiavi neri nelle caricature dell’epoca coloniale. Ci manca solo che dicano zi badrone.

Questa non solo è una pubblicità machista, ma è pure discretamente razzista. Non solo ancora una volta mi vuole far credere che è giusto che io stia con il detersivo in mano mentre il mio uomo no, ma mi vuole anche lasciare intendere che ora ci sono gli indiani a pulire.
A me, sinceramente, non mi sta bene nemmeno un po’.
Prima di tutto perchè sono stanca di questo stereotipo di merda che è lo stesso stereotipo che si ripete tacitamente in tutte quelle coppie che sbroccano perchè l’uomo non è in grado di gestire il fatto che la donna voglia una sua realizzazione fuori dalla casa.
E poi perchè sono stanca di questi stronzissimi e subdoli riferimenti a una nuova classe lavoratrice. E soprattutto vorrei dire forse un tantino egocentricamente che io, a dispetto di quelli di rio casamia, ho lavorato per un anno al servizio di una famiglia indiana, e quella che diceva zi badrone (e lo diceva pure male visto il mio arrugginito inglese) ero io, e allora questi creativi che guadagnano in una settimana quello che io guadagno in un mese dovrebbero per lo meno rimettersi al passo coi tempi e non presentarmi alle otto di sera una pubblicità così imbecille. Ecco.

Eccheccazzo.

4 responses so far

Set 15 2009

una vera e propria ecatombe

Ebbene, ieri è morto Patrick Swayze.
Tutti quelli che hanno visto il mio spettacolo  “OTTO” sanno che per me questo è un giorno triste, tristissimo.

Patrick Swayze è stato colui che mi ha introdotto alla vita sessuale, ai rapporti di coppia, alle tematiche abortiste e antiabortise, al mambo, all’erotismo, alla danza acquatica e alla discriminazione di classe.
Da ora in poi ogni volta che in OTTO parlerò di Dirty Dancing dovrò chiedere un minuto di silenzio, sai che menate.

Non me lo aspettavo proprio, non me lo aspettavo.

No responses yet

Mar 08 2009

quando l’anticonformismo è retorico

Oggi otto marzo non si è fatto che parlare in un modo o nell’altro di donne, e io stessa nel mio piccolo mi sono presa euri cento per fare una letturina con tema la donna eccetereccè. Anche a blob hanno fatto vedere le tette e tutti quei programmi che usano la donna come una merce e il corpo come strumento d’intrattenimento insomma hanno fatto una bella trasmissione cercando di farci vedere come nel resto dei giorni la donna sia ancora vittima vituperata sfruttata derisa malmenata disgregata (e ti amo mario-o-o-o-o). Poi è arrivato Fazio che per onorare le donne quelle vere ha lasciato spazio alla Litizzetta che a me devo dire mi piace abbastanza epperò al tempo stesso c’era qualcosa che non mi quadrava ogni volta che quella signora oggetto, quella Augusta, cercava malamente di fare una telepromozione.
Personalmente non ho ricevuto manco una mimosa e questo un pochino mi è dispiaciuto semplicemente perchè le mimose sono fiori che amo molto ma volentieri le ricevo anche domani o dopodomani ecco non mi faccio scrupoli di sorta non mi formalizzo.
Oggi come tutti i giorni ho fatto il mio lavoro di donna ovvero mi sono svegliata ho fatto ginnastica ho lavorato un pochino messo a posto qualcosina in casa poi mi sono incazzata e allora ho pulito il lavandino per farmi passare l’incazzatura poi ho cucinato e ho mangiato col mio fidanzato poi abbiamo guardato la trivvù e adesso mi dedico a qualche piccolo vizio come per esempio il blog.
Preferirei di molto essere una di quelle ragazze come si chiamano le veline che ballano mostrando le tette e il culo sinceramente lo preferirei.
Piuttosto che essere una di quelle femmine frustrate che non sanno con chi prendersela e allora si lamentano e se arrivi a casa con le mimose si incazzano con te perchè la mimosa stessa è simbolo del predominio maschile,  perchè il fatto che l’otto marzo si regalino le mimose vuol dire che c’è ancora qualcosa da festeggiare che insomma non abbiamo fatto niente che la donna è ancora sfruttata derisa malmenata disgregata ( e ti amo mariooo-o-o-o-o).
Queste donne sinceramente mi annoiano e mi sembrano pure un pochino tristi, loro e la loro necessità di avere sempre l’ultima parola.

E con questo non voglio essere conformista o maschilista o cattocretinista d’altra parte le compagne con cui lotto da anni lo sanno epperò al tempo stesso voglio dire che sono stanca stanca stanca di queste signore e signorine che in fin dei conti usano pure la festa della donna per dire ribadire riaffermare ancora una volta la loro opinione dalla quale in realtà io neppure mi discosterei tanto se non la dicessero ogni volta così male.

Amiche bevetevi un bicchiere di vino e prendetevi una qualche soddisfazione sessuale, quella che preferite, del resto coi tempi che corrono per lo meno non siete costrette a chiedere aiuto all’altro sesso, ci avete una vasta gamma di possibilità in autonomia.

Con stima.

3 responses so far

Lug 13 2008

sunday morning

Oggi pare che non piove trallalla`.
Avrei voluto andare a Grenwich in barca e farmi un giretto bucolico ma alla fine mi sono detta chi me lo fa fare? iersera ho fatto tardi assai come non mi capitava da non so quanto tempo, alle 2, sono tornata alle 2!! in mezzo a una Londra incasinatissima, ragazze iperubriache che dondolavano le cosce nude (ma come si fa, con questo freddo?) su tacchi vertiginosi, teste platinate che ondeggiavano pericolosamente alle fermate dei bus, maschi ubriachi che giuravano a tutte e a tutti eterno amoretilico per schiantarsi poi nell’avventato e avventuroso abbraccio del palo immobile alla mia sinistra, e io, Jessica l’americana e Alvaro il messicano, in tutto questo ci siamo perfettamente orientati e abbiamo trascorso una serata very trendy facendo il giro di alcuni pubs di Soho (parola che pronuncio alla perfezione, really british).
La mia intossicazione alimentare non accenna a scomparire, si e` semplicemente assestata a un livello tale per cui posso comportarmi esattamente come se non ci fosse, prendendo alcuni fondamentali accorgimenti tipo assicurarmi quando vado in un posto che nelle immediate vicinanze ci sia un bagno decente e avere sempre con me sali minerali per una pronta reidratazione.
Life goes on baby.
Bellissimo il west end con tutti i suoi teatri spettacolari pieni di lucine e insegne giganti e statue e sempre sempre tutto sold out per questi musical davvero musical (ragazzi non stiamo parlando dei musical di riccardo cocciante, per intenderci) e io mi sono proprio commossa girando nelle strade letteralmente affollate, affollate dai teatri. Poi non contenta sono pure andata al Globe esattamente ricosturito come all`epoca di Sceikspiaar, con tanto di costumi d`epoca e attori che recitano sul ponticello in proscenio e trucchetti di palchi ribaltabili, buche per i fantasmi e nebbioline, Jessica direttamente from NewYork dice che lo spettacolo era tutta fucking shit e forse ci ha pure ragione perche` si trattava proprio di uno spettacolo popolare per il popolino, e infatti la gente era infoiata e cantava e ballava e rideva alle battutacce sulle corna del marito della tale pero` io mi sono commossa lo stesso per tutto quel movimento d`energia e mi sono detta che oh, alla fine Shakespeare d`avanguardia e` una cosa che abbiamo inventato nel novecento, che Shakespeare era popolarpopolarissimo e tutta questa ricerca e questa investigazione su Sksp e` una cosa che proprio non esisteva, la gente andava a vedersi le sue cose proprio cosi`, mezza ubriaca felice stanca dal lavoro e magari stava sotto la pioggia perche` non aveva i soldi per il palco e cantava insieme agli attori e urlava e intanto mangiava rideva faceva l`amore e questo era il teatro e vaffanculo.

Questi e simili pensieri formulo nei miei giorni londinesi e in particolar modo oggi, che mi sono alzata con calma e mi sono lavata un paio di mutande e poi ho fatto una trabitional british breakfast nel pub sotto casa e adesso forse esco forse no chi se ne frega di fare la turista ad ogni costo

Oggi riposo, tie`.

Ieri poi ho conosciuto questo tipo a s s o l u t a m e n t e a l l u c i n a n t e che viene da Belfast e ha 50 anni e negli anni 70 faceva il punk e mi ha fatto fare tutto il giro di Brixton raccontandomi dei movimenti per il diritto alla casa, della musica, della poverta`, delle varie ondate migratorie, del mercato, della droga, della sua schiena che si e` fottuta e del suo sogno di andarsene in campagna e ho passato una mattinata incredibile cercando di non perdermi una parola che fosse una e alla fine quello che ho capito e` che quel ladro maledetto infame del nostro presidente del consiglio e` stato rieletto perche` la maggior parte di quelli che avrebbero potuto votare contro se ne e` gia` andata dall`Italia da molto tempo e se ne fotte, se ne fotte perche` non ne puo` piu` di pensare al suo paese e stare male e magnarsi il fegato pezzo dopo pezzo.

Queste riflessioni m`accompagnano mentre penso sempre piu` schiettamente e radicalmente che sono stanca di essere politicamente corretta che sono stanca di dire che LORO sono dei cafoni e NOI siamo dei signori che a furia di fare questo paragone stiamo rinunciando a dire la verita` e allora ha fatto bene la Guzzanti a dire quello che ha detto perche` e` la verita`, e qualcuno lo deve dire, e se non lo dicono i politici chi lo dice, eh???e sono stanca di tutti i cagasotto che temono l`estremismo e dicono noooo ragazzi non bisogna noooo bisogna mantenersi su un piano di dialogo, su un piano non offensivo, io non sono con bebbegrillo porcamaiella pero` questa e` forse la piu` grande vittoria dei fascisti, che sono riusciti a farci credere che dire la verita` sia offensivo.
A me questa moderazione mi sembra la stessa di quelli che hanno permesso a Mussolini di salire al governo e fare quello che ha fatto.
E quindi amici moderati prima di un altro omicidio Matteotti svegliatevi e guardatevi i libri di storia, le somiglianze sono troppe e troppo preoccupanti e voi, amici moderati, non ci state facendo una figura profumata, ma forse siete ancora in tempo amici moderati per evitarci un`altra marcia su Roma riflettete amici moderati perche` se la nostra democrazia e` a rischio la responsabilita` e` purtroppo in gran parte vostra.

 

E da Mosca e` tutto, il vostro inviato Demetrio Volcic. 

One response so far

Mag 17 2008

piccoli dolori inutili

Il 14 aprile mi si è abbattuta l’ arcinota bastonata tra capo e collo, e da allora giro come tramortita rifiutandomi financo di accedere passivamente a un tiggì. Di compiere il gesto attivo dell’acquisto di un quotidiano (quale, poi?) manco se ne parla. Figuriamoci leggere sulla net. Io mi sento proprio male. Mi sento come in quei racconti del ventennio in cui dopo l’assassinio di Matteotti i compagni ricordano che ognuno poteva solo pensare alla sua propria sopravvivenza, e quello era già molto.
Tragica, come sempre, lo so. E sinceramente, dopo aver controllato che il numero delle visite al mio sito non supera mai il 30, posso pure serenamente dire che me ne fotto, tanto quelli che mi leggono mi sanno e, appunto, mi sanno tragica.

Fine dell’inciso.

Sono in visita a Campobasso da mammà e papà in brodo di giuggiole perchè in procinto di diventare nonni, non grazie a me ovviamente, ma a mia sorella minore Rossella detta Fuego di cui più volte ho avuto modo di parlare. Essa si aggira felicemente per la casa trasportando una panza abbondante e sfornando aneddoti su truci tagli di bernarda, sadiche tecniche di estorsione del nascituro etc, roba che mi chiedo se sta davvero frequentando un corso pre-parto o uno di criminologia prenatale.
Per godere meglio del sereno clima familiare, o forse perchè il mio stato di tramortimento mi riduce a una sostanziale abulia, mi sto sottoponendo alla visione di tutti i programmi che i miei genitori usano consumare nella loro quotidianità, e posso serenamente affermare che, due punti a capo

-trovo sinceramente sconcertante che a Padaniacity si aggiunga alle infelici ronde padane una ronda di cittadini extracomunitari
-trovo sinceramente ancora più sconcertante che questa notizia venga trasmessa al tiggì come se fosse finalmente una buona notizia di convivenza tra diversità
-trovo francamente angosciante che venga intervistato il sindaco di Padaniacity Ano-nato, e che possa parlare con soddisfazione dell’esperienza di integrazione che la città sta vivendo in questi anni, affermando tra l’altro che la necessità di costruire muri è legittima perchè la popolazione non si sente sicura
-trovo infine agghiacciante che poche ore dopo la tivvù mi propini un servizio sul carcere di Padaniacity dove i carcerati ieri hanno cucinato per i secondini in occasione della festa della polizia.

Quando sto per riprendermi un attimo perchè mi attraversa la testa uno qualsiasi dei miei pochi pensieri consolatori mio padre si sintonizza, a ruota, prima su striscia la notizia e poi sulla corrida, dicendo che a lui questi programmi lo rinfrancano.
A me purtroppo no, e mi faccio scappare un lapsus tremendo dicendo

“è così che benito berlusconi ha fatto il colpo di stato”

Se avessi ancora un analista credo che avremmo un buon materiale su cui lavorare.

E l’ultimo dei miei piccoli dolori inutili di oggi è che l’uudm in questo momento sta compiendo 39 anni senza di me. In vece mia, una torta al limone un po’ rachitica della cui riuscita non sono manco sicura. Che poi lo so, che magari se stavamo insieme non festeggiavamo neppure. Che poi lo so che è proprio in queste occasioni che si litiga. Che poi lo so che i compleanni sono solo delle feste comandate e insomma sono pure un po’ borghesi. Che poi lo so che i maschi non sono come le femmine. Che poi lo so che do troppa importanza alle ricorrenze.
Che poi lo so.

Auguri, unico uomo del mondo

2 responses so far

Gen 20 2008

turnè, intervallo eucaristico

E’ domenica, ve ne state a mangiare il ragù della mamma, della nonna, della suocera e della moglie, e voi mogli compagne forse addirittura, ogni tanto e coraggiosamente, anche donne, state guardando i vostri uomini che si preparano a infilare lo stuzzicadenti nell’offeso interstizio.
Soddisfazione si respira alla vostra tavola.
Il vostro papa ha avuto la sua giustizia. Continue Reading »

2 responses so far

Dic 10 2007

lucillintivvù

Published by lucilla under tivvù, lavoro, politica, precarietà

AVVISO AI NAVIGANTI: QUESTO POST E’ POLITICAMENTE SCORRETTISSIMO. RISPARMIATE BILE E LUOGHI COMUNI, TANTO IL BLOG E’ MIO E ME LO GESTISCO IO…

Ho appena finito di vedere in tivvù “cocaina”, un documentario registrato in presa diretta molto molto molto interessante e blablabla. No, dico davvero, dico, molto molto molto interessante.
Allora succede che in questo film tra le altre cose parlano persone che tirano di coca abitualmente. Ma gli intervistati non sono, guarda caso, borghesi bene che frequentano corsocomodieci, no, ma sono operai, precari, cottimisti, come dicono loro stessi. Allora il regista li tampina e li segue nella loro giornata di lavoro e tu vedi che questi fanno veramente una vita di merda, vedi che alle quattremmezza della mattina sono là nella piazza del paese ad aspettare il caporale di turno che contratta la loro ora di lavoro e forse, dico forse, se li carica per una, dico una giornata di lavoro, lavoro a cottimo, e questi pur di lavorare di più magari non mangiano e per farsi passare la fame che fanno? Pippano. Poi magari al pomeriggio finito il lavoro avrebbero pure sonno, però hanno rimediato un altro lavoretto da un privato e allora per tenere botta che fanno? Pippano. E quando arrivano a casa non c’hanno più un cazzo da dire a niente a nessuno se non “credo che la felicità non abbia niente a che vedere con questa vita”.
E mentre senti questi racconti tu ti senti straziata e ti dici ma lo vedi, ma lo vedi? E c’è pure lo sbirro-finto-intelligente che domanda a ognuno “scusa, ma perchè ti fai?” e non riesce proprio ad arrivarci, insomma, a me sembra così lampante.

Poi ci sono tutte queste immagini montate con una musica incalzante e con qualche tecnica che ora non mi ricordo come si chiama e si vedono le fasi del lavoro di questi cottimisti, sempre più rapide, sempre più angoscianti, e poi si sente l’intervistato che dice “chiaro, non sei completamente presente quando sei fatto” e in quel momento per caso è ripresa un’impalcatura altaalta e tu ti domandi ma non è che così, stanco digiuno e strafatto, questo mi cade dall’impalcatura?

E non fai neanche in tempo a porti questa domanda che arriva l’intervista al dottorone che, a onor del vero, dice che non sono stati raccolti dati a sufficienza per provarlo però si, si può supporre che in fondo in fondo un legame tra l’uso di sostanze stupefacenti sul luogo di lavoro e le morti bianche ci sia…..

Meno male che ho guardato questo film, così ho scoperto che se un tot di persone muore ogni giorno mentre fatica è perchè magari tira di coca, non perchè non ha gli elmetti, non ha le imbragature, non ha le scarpe giuste, no….che se se non avesse tirato di coca, pur mancando tutti questi elementi (imposti dalla legge ma questo è un dettaglio) non morirebbe sul lavoro….
Meno male che ho scoperto che il problema non è che uno ti paghi a cottimo, ma che tu per non mangiare e guadagnare di più pippi di coca.
Meno male che ho scoperto che la questione non è che ti paghino così poco che sei costretto a fare tre lavori, no, la questione è che tu per riuscire a farlo pippi di coca, altrimenti non stai in piedi.

Ecco, sta difendendo i tossici, ecco, c’è un sacco di gente che lavora onestamente e tira a campare e sbarca il lunario senza strafarsi (la santa obiezione arriva dal film stesso, in bocca a un poliziotto, chiaro). Ma bravi. Bravi loro, e mi ci metto anche io, bravi, siamo proprio bravi, e dobbiamo essere orgogliosi di noi, perchè questo mondo ci impone delle condizioni veramente, veramente di merda, e siamo proprio bravi a tirare avanti e magari sorridere però guarda un po’, come dice mia madre, i meloni non nascono tutti uguali, e allora magari c’è qualcuno che non ce la fa, uno che è più stanco di me, un handicappato dell’anima più handicappato di me, oh, e allora che faccio, giustifico il fatto che sia caduto dall’impalcatura?
Come gli spartani?

In tutto questo c’è qualcosa di terribile che non torna.

6 responses so far