insomma mi trovo qui nel mezzo di questa città immensa e sono completamente sola, diciamolo pure. Erano molti anni che non mi capitava di essere così inequivocabilmente sola e la sensazione è quanto meno un po’ strana. Non che mi dispiaccia ma ecco, è tutto un po’ inquietante. Persino andare al supermercato e comprarsi le porzioni piccole, quelle da single. Gli inglesi vanno pazzi per queste stronzate, c’hanno porzioni da single di ogni porcheria possibile e immaginabile. Non vedono l’ora di essere single, gli inglesi, per comprarsi porcherie di ogni genere in confezioni usa e getta dove campeggia la scritta single.
Io invece, sarà che sono pur sempre meridionale, ci avevo preso gusto, in questi anni, a fare la spesa per due. A comprare quello che piace a me quello che piace a lui, ogni tanto mi lanciavo anche in un incauto acquisto di formaggio…opportunamente sigillato, chiaro.
E adesso sono qua, sono venuta a Londra per studiare con i più bravi mimi del mondo e non riesco ad avere un briciolo di concentrazione, ma davvero, nemmeno un briciolo, perchè annaspo in una miriade di problemi dai quali credevo di essermi definitivamente emancipata e invece tiè eccomici di nuovo immersa come una cretina, roba che ho solo voglia di tornare a casa: dunque cominciamo con l’elenco e per favore se c’è tra i lettori qualcuno di stomaco debole, o un benpensante, uno che si scandalizza facilmente, o i miei genitori o qualcuno che ha il cuore debole ecco io consiglio di sospendere la lettura perchè questo è un post veramente degno delle antiche lucilleidi, quelle di anni luce fa.
Dunque cominciamo: non ho un soldo. Ne ho meno di quanti pensassi e faccio una fatica boja a trovare un lavoro. Infatti fino a ora non ho trovato niente niente niente. I miei pochi risparmi sono gia’ agli sgoccioli e non so a quale madonnina votarmi. Tutte le mie madonnine paiono avermi abbandonata.
La conseguenza diretta del fatto che non ho soldi è che sono andata ad abitare in una casa economica, davvero economica, direi quasi troppo economica, e infatti eccomi che convivo con un ex punk che oltre a essere ex punk è pure ex tossico e ovviamente l’ex tossico, come qualcuno insegna, non è mai completamente ex, dunque stamane ero lì lì per uscire e andare a scuola quando lui mi entra in cucina con la pupilla che non la trovavo manco a cercarla con la lente d’ingrandimento.
Mi dico ok sarà che ha gli occhi chiari, mi sto sbagliando, io sono un po’ paranoica su queste cose, ci ho il vizio di vedere la roba da ogni parte, via mi tranquillizzo. Ecco mi stavo quasi tranquillizzando quando questo mi ha il classico conato di vomito di quello che si fa dopo un bel po’ che non si faceva.
Sospiro, aspetto che si ripigli, lo ascolto mentre mi dice che ieri ha bevuto un po’ troppo e quando ha finito la sua inutile giustificazione degna del tossichello apprendista che mente alla sua mamma lo guardo e gli elenco la somma di sostanze che ha assunto la scorsa notte. Concludo dicendo che non è affatto un mio problema cosa lui decide di fare della sua vita, ma che so esattamente dove andremo a finire. Che me ne frego del prurito, delle carie ai denti e di tutti gli altri fastidi più o meno evidenti che avrà, quello che m’importa è che lui diventerà sempre più sporco, si occuperà sempre meno della casa e il tutto farà schifo. E io non ho alcuna intenzione di vivere in una casa che fa schifo. Metto una postilla: che non vorrei mai dover scoprire che per comprarsi la roba ha venduto la bici o il computer della sua affittuaria. Lo saluto amorevolmente e vado a scuola.
E ovviamente ho avuto una bella giornata di merda, ecco cosa ho avuto, non faccio che pensare che non ho un soldo e in meno di cinque settimane devo traslocare anzi prima, a costo di perdere il deposito che ho lasciato al tossipunk e che lui avrà già provveduto a spendersi in qualche decina di cc. E quindi perderò anche i soldi che non ho.
Come inizio mi sembra niente male.
E come se non bastasse viene fuori che il viaggio del cts devo farlo entro e non oltre maggio 2010. Voglio dire, il viaggio a Macao. E come faccio io? che sto qua a Londra e devo pure fare gli esami di mimo in quel periodo? Non ho idea, sinceramente non ho idea. Mi sbatto per spostare le pochissime date che avevo in Italia a marzo, nelle uniche due settimane libere che avrei, e vado a Macao? Ok, potrei farlo, cosi’ perdo l’unica fonte di sostentamento che ho da qui a giugno ovvero le due date di marzo.
Ma è mai possibile, è mai possibile che mi sia così incasinata? L’unica volta che vinco una cosa non posso manco godermi il premio.
E in tutto questo il mimo finisce all’ultimo posto, perchè ho problemi di sopravvivenza, ho, e mi sento come di essere ritornata a molti troppi anni fa e giuro che non avevo intenzione di farlo, volevo solo venire a Londra per studiare il mimo con i più bravi mimi del mondo e invece è tutto così fottutamente complicato e mi sento l’acqua alla gola, mi sento. Mi sento in una precarietà ancora più profonda e irrisolvibile di quella cui ero abituata ed è troppa, cazzo, troppa.
Una cosa alla volta, devo fare una cosa alla volta.
Madonnina della precarianza aiutami tu ti prego.
special thanx to raschia.