Archive for Novembre, 2007

Nov 28 2007

Confessioni di un’internauta sbrindellata

Published by lucilla under interni, blog, viaggi, carla vitantonio, amici

Più di una settimana fa ho comunicato che avrei inserito la moderazione dei commenti. E difatti, poiché sono una ragazza efficiente e mantengo la parola, pochi minuti dopo questa dichiarazione di guerra al priapismo internautico ho reso effettivo il filtro.

Dopo di che sono partita per Padaniacity dove ho tenuto un laboratorio teatrale per giovani aspiranti teatranti, incontrato diversi amici di vecchia data e confidato loro le inquietudini della mia fragile esistenza bolognese, ascoltato quelle della loro altrettanto fragile esistenza veneta, magnato abbastanza, bevuto zero perchè c’avevo male alle reni (scherzi dell’età, mannaggia alla pupatta), dormito con Laceci e il suo orsetto suicida da me soprannominato Werther e ogni tanto, confesso, pensato al mio sito e a quali potrebbero essere le strategie per renderlo più effervescente senza privarlo della sua naturalezza. Non a casa sono una scienziata della comunicazione e sono cresciuta con la pubblicità della ferrarelle che è effervescente ma è anche naturale.

Tornata a casetta mi connetto per verificare se qualcuno mi ha letta in tutti questi miei giorni di assenza.
NIENTE
Forse la pagina non è aggiornata? Con splinder ogni tanto accadeva. Premo refresh.
NISBA
Mi sale la depressione. Sciainistattt mi dice che la tendenza è calante, terribilmente calante. Penso che è l’inizio della fine. Che l’andamento del sito mi sta preannunciando l’esito della mia carriera teatrale. Che siamo alla fine. Che la parabola ha cominciato a discendere invece di salire come speravo. Che devo cambiare lavoro. Che non mi leggono manco più gli amiciamiciamici. Avrò fatto qualcosa di male? Offeso qualcuno? Molestato qualcun altro? Non mi pare, ma visti gli eventi degli ultimi mesi (si legga:viste le orride calunnie messe in giro a padaniacity sul mio conto negli ultimi mesi) non mi sconvolgerei. Ecco. E’ un circolo vizioso. Sono vittima della società. Lo sapevo che sarebbe andata a finire così, l’ho sempre pensato, io, che alla fine di tutto c’aveva ragione Verga, che la provvidenza è solo il nome di una barca che si sfascia ben presto e che qualsiasi tentativo di migliorarsi è inutile e disgraziato….

(…continua…)

Poi iersera, mentre mangiavo in casa Panzallaria insieme a Panza, Tino e Frollina, e mi sbavavo i rigatoni col ragù della mamma di Tino, ho avuto l’illuminazione -mi saranno pur serviti a qualcosa tutti quegli anni di pratica buddista, o no?-

Se metto la moderazione ai commenti, vuol dire che qualcuno li deve approvare prima che siano visibili.

Nello specifico quel qualcuno sono io.

Quanto sono idiota. Me lo dico da me.

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Nov 26 2007

a questo punto uno può solo ricordarsi l’estate

Published by lucilla under viaggi, carla vitantonio, tour, politica

E’ ufficiale. Siamo a fine novembre, la mia vena creativa è asciutta e io non ho le chiavi per aprire la diga. E dunque non mi rimane che mettere mano alle cose vecchie e pubblicare, tutto d’un fiato, il diario del viaggio in Turchia.
Me lo leggo e mi dico mah, l’avrò scritto proprio io? eppure mi ricordo ancora, quelle cose là sono proprio accadute, e il diario lo composi io medesima, di mia sponte. Misteri della vita…

Viaggio in Turchia

 

Atto primo

Memori della breve vacanza primaverile, durante la quale abbiamo patito il freddo a causa dello scarso abbigliamento, partiamo benissimamente acconciati, che sembriamo appena usciti da grease o da happy days. Tutti e due fasciati dentro tute in pelle e anfibi, cinture elastiche, sottocaschi, guanti, e casco. Per l’occasione sfoggio uno splendido e sudatissimo casco nuovo comprato dopo lungo peregrinare tra negozi specializzati.

 

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Nov 23 2007

la chiave e la ricerca

Published by lucilla under blog, carla vitantonio, tour

Ormai un mesetto fa ho deciso di diventare finalmente una blogger emancipata. Una di quelle che sanno chi arriva sul suo blog, perchè, come, a che ora e usando quale connessione. In pratica ho installato sciainistat.
Non mi dilungo nel racconto di quanto tempo ci ho messo, sarebbe piuttosto imbarazzante. Fatto sta che da allora ho scoperto moltissime cose tra cui
- c’è un coglione, che mi faceva l’onore di leggermi anche sul blog vecchio, che mi lascia commenti interessantissimi ed esistenzialmente imprescindibili come “mi è venuto duro”, che non ha manco l’intelligenza di collegarsi da computer diversi, no, si collega sempre dallo stesso indirizzo ip e pure alla stessa ora. Insomma, all’incirca alle tre e mezza di ogni giorno questo signore ha bisogno di me, mi viene a cercare e a modo suo mi ringrazia. Amico mio, il mondo è pieno di negozi straripanti gingilli erotici che potranno sicuramente soddisfarti meglio della lettura di questo blog. Per quanto riguarda me, da oggi inserisco la moderazione dei commenti.

- c’è gente che arriva su questo blog inserendo le chiavi più allucinanti. Va bene la casalinga che cerca la ricetta della marmellata al melograno, e mi dispiace molto non averla trascritta ma signora, le assicuro che è facilissimo, esattamente come fare tutte le altre, solo che viene un po’ caramellosa, le consiglio di aggiungerci una mela.
Va bene anche che uno arrivi qui digitando “interlocutore immaginario”, si sa, io di amici immaginari ne ho una buona quantità e non mi dispiace condividerli con altri.
Va bene pure che qualche inesperta aspirante velina giunga sul mio blog digitando “attrice offresi”. Mi dispiace per te, non faccio provini e poi hai il culo basso, cambia mestiere.
Però qualcuno mi deve spiegare questa:

“africani gonadi”

parto con questo interrogativo

Intanto, per i pochi che non sono capitati qui per sbaglio, comunico che alla pagina eventi ci sono alcuni aggiornamenti sui prossimi spettacoli.

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Nov 20 2007

zero gradi centigradi

Published by lucilla under interni, carla vitantonio

Uno con questo freddo dovrebbe restarsene chiuso in casa, punto. Anche la beffa del sole, ci mancava. Un sole finto, tisico, un sole d’epatite che tu per un attimo dici va’, fammi mettere sotto il sole che almeno mi scaldo, e invece niente.
Come se non bastasse il freddo dentro.
A me d’inverno mi si congela l’anima. Mi va in letargo. E allora lasciatemi stare, che mi ripiglio ad aprile. Ciclo naturale, sei mesi di sonno al calduccio, vorrei. E invece niente, che questo mondo mi chiede ininterrottamente, proprio come se il mio inverno dell’anima non ci fosse.
C’ho una stufa interiore difettosa, e mi si è rotto il riscaldamento nell’automobile. Apparentemente tutto a posto, dicono, eppure oh, non va. Proprio come me, mi ripeto. Apparentemente tutto a posto, eppure il cuore non batte. Fa finta.
Imbacuccata fino all’ultimo strato di coscienza, cerco di recuperare un ritmo che mi faccia apparire mobile.
Sono giorni, settimane che ho freddo. Un freddo fisico, che hai voglia a coprirti, rimane, perchè mi viene da dentro, e non si placa.
Non che sia di cattivo umore, no. Magari. Almeno uno dice oh, è di cattivo umore, lasciatela stare che poi le passa, le passa (ad aprile, le passa). No, macchè. Di ottimo umore, sono. Però letargico.
La fatica mi appare inutile sbattimento.
I N U T I L E S B A T T I M E N T O.
So già come andrà a finire. E c’ho una gran voglia di arrendermi, di dire ohi, ho perso, pazienza. Adesso divento impiegata o commessa o collaboratrice domestica. Certo, basta che non mi chiedano di stirare, che non lo so fare.
Anche una discreta voglia di lamentarmi, c’ho. Di far sentire in colpa qualcuno. A pensarci, forse tutti abbiamo una lunga lista di persone da far sentire in colpa, all’uopo.
Come scrivo forbito, oggi, neh?

C’ho la sindrome del cane abbandonato.
Me lo dico da sola, mi faccio l’autoironia, come sono brava, allora mi compiaccio per qualche secondo, però niente, il tarlo rimane. In tutto questo gelo interiore è l’unica cosa che si muove.
Ma chi me lo fa fare?

(e non parlo

l’unico mio amico è un tarlo

sulla bara

un tarlo silenzioso

non si può non amarlo

quel tarlo

che si fa i tarli suoi)

 

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Nov 12 2007

quello che non mi aspetto mai

tornare a padaniacity è sempre una fatica. Mano a mano che mi avvicino in auto (sono poco più che le sette, mi sono svegliata alle cinque e la nostalgia del sonno e del corpo caldo dell’amore lasciato a casa si mescola alla poca voglia di arrivare in Veneto) l’angoscia cresce e alla fine mi sembra proprio che questo leggero strato di nebbia altro non sia che la mia angoscia divenuta concreta e tangibile.
Il ricordo del dolore e della calunnia è ancora troppo vivo, e non ho voglia, non ho voglia di incontrare persone, colleghi, ex amici, sorridendo e fingendo di non sapere che da quando sono andata via raccontano simpatiche e falsissime storielle sul mio conto.
Non mi consolano affatto le parole del babbo, che al racconto della mia angoscia e della mia solitudine risponde “se hanno bisogno di parlare ancora male di te è perchè ti temono”. Mi dispiace, babbo, in questo momento la tua frase non mi suona consolatoria, preferirei non essere temuta, non essere invidiata, insomma, forse vorrei essere un po’ meno brava e un po’ più accolta.

Arrivo a padaniacity e tutta la giornata è un susseguirsi di fatiche e di delusioni. Le prove dello spettacolo che farò la sera sono un macigno che si appesantisce progressivamente tanto che alle otto di sera penso seriamente di fingere un fulminante malore.
Mi sento sola. Mi sento presa in giro. Sento il peso della menzogna e della calunnia.
Penso ecco, e poi non verrà nessuno, non verrà nessuno perchè ormai questo, ormai quello, ormai ormai (non mi dilungo nella descrizione minuziosa della paranoia, ma essa è facilmente intuibile)
Penso ecco, non potremo fare lo spettacolo perchè la sala rimarrà vuota, sarà la sconfitta definitiva, la disfatta totale.
Penso a quelle persone che non verranno per il puro gusto di dire che non sono venute.

sono triste

ho voglia di tornare a casa mia, mi dico che è inutile, che alla fine un motivo c’è se sono fuggita da questo luogo di muri reali e di muri dell’anima. Sono le nove e quaranta, cazzo, fra venti minuti cominciamo e non c’è nessuno, non c’è nessuno.

Poi, nel giro di dieciminutidieci, improvvisa, la sala si riempie. Roba che non riesco nemmeno a salutare tutti. Molti non li conosco. Qualcuno mi dice che ha visto il mio tal spettacolo e non vedeva l’ora di rivedermi.  E poi, gli amici, quelli che proprio potrebbero fare anche a meno di vedersi tutti gli spettacoli, ma ci vengono, da sette anni, ogni volta, e qualcuno li sa quasi a memoria, qualcun altro si commuove pensando che il passaggio x l’ho scritto proprio quella volta che ero ospite da lui, e sono tutti là, per me, per vedere il mio lavoro nuovo, per starmi vicino, perchè sono tornata a padaniacity e non è cosa di tutti i giorni, che la vitantonio torni a padaniacity.
E io quasi mi metto a piangere, e mi dico ecco, è per voi che ci siete, questo spettacolo, per voi, il mio regalo.

TUTTA LA MIA GRATITUDINE

devo ricordarmelo, devo ricordarmelo sempre, che padaniacity è stata anche tutto questo amore.

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Nov 05 2007

Mia sorella, dr.ssa Fuego

Published by lucilla under viaggi, carla vitantonio, famiglia

Qualcuno dei miei lettori più affezionati ricorda le avventure della mia pepatissima sorella Fuego. Qualcuno ha avuto la sorte di conoscerla dal vivo. Qualcun altro l’ha vista in alcune pellicole piuttosto celebri (ebbene si, anche Fuego fa l’attrice, che sia un virus?)

Pochi sanno però che oltre a girare per il mondo rovesciando sulle mie gonne tazzine di caffè, oltre ad avere un brillante passato di costruttrice di presepi, oltre ad aver ottimamente frequentato il liceo classico, oltre ad avere gli occhi verdi che io ovviamente non ho, oltre ad essersi sposata con rito direi quasi dionisiaco il sette gennaio di quest’anno, oltre ad avermi detto che avrei dovuto cantare da solista dopo il suo si solo quattro minuti prima di pronunciarlo, oltre ad essere (o avere, a seconda che abbiate o no letto Fromm) queste cose e molte altre, mia sorella Fuego è stata per nove anni un’assidua frequentatrice dell’Istituto Orientale di Napoli.
Ebbene domani, dopo nove iscrizioni annuali di cui cinque in fuoricorso, un imprecisato numero di esami saltati a causa di sconosciuti morbi che si attaccavano ai suoi docenti proprio il giorno dell’appello o perchè una qualche manifestazione di disoccupati la bloccava in strada costringendola ad arrivare tardi all’appello, domani

FUEGO SI LAUREA IN ARCHEOLOGIA Continue Reading »

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Nov 02 2007

Attrice offresi su bologna, anche ruoli animali tipo verme o lumaca

Potrei descrivere la mia situazione attuale con parole differenti a seconda dell’età e provenienza del mio interlocutore:

mi sto facendo un culo quadrato (ventenne della provincia di modena)
mi sto sbattendo un sacco (trentenne meridionale ma emigrato al nord)
mi sto impegnando moltissimo (professionista cinquantenne settentrionale)
sto bussando a tutte le porte (professionista cinquantenne meridionale)
sto cercando di mettere una controtendenza per cambiare il mio karma (giovane artista che pratica il buddismo)

E avanti. Continue Reading »

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