Apr 23 2008
per un 25 aprile
(Il 25 aprile festeggiamo la liberazione dell’Italia dal nazifascismo)
Oggi parto.
Parto per il 25 aprile.
Tutto è cominciato 3 anni fa. Eravamo quattro, e nessuno di noi capiva nulla di quello che stava accadendo alla propria vita. Ci eravamo incontrati facendo un altro spettacolo. Qualcosa era successo. E così è nata una cosa bellissima e dolorosa e colorata e viva e bruciante come una ferita aperta. Questa cosa si chiamava “progetto 25 aprile, l’altra R-Esistenza”.
Che cosa volevamo dire? Che cosa voleva dire il mio abito da sposa sul quale venivano proiettate le bombe di Mostar e quelle di Bagdad? E il trambusto delle voci in piazza Fontana che mandavamo a metà dello spettacolo?
Che cosa volevamo dire?
Col progetto 25 aprile siamo andati in giro per tutta Italia per quasi due anni. Ognuno di noi voleva dire una cosa diversa. Ma tutte quelle cose stavano dentro il 25 aprile.
(Il 25 aprile festeggiamo la liberazione dell’Italia dal nazifascismo)
E per quanto riguarda la gente, quelli che venivano a sentirci per la prima, per la terza, per la quarta volta, quelli che hanno imparato i testi a memoria, quelli che si sono fermati a parlare, quelli che sono andati via senza salutare, quelli che non hanno voluto pagare e quelli che invece ci hanno pagati di più, ognuno di loro ha capito il suo proprio 25 aprile.
(Il 25 aprile festeggiamo la liberazione dell’Italia dal nazifascismo)
L’anno scorso, il 25 aprile, abbiamo fatto il nostro concerto in un posto piccolissimo e squallido, prendendo meno di trenta euro a testa, poi mi miei (ex) soci mi hanno baciata in fronte e mi hanno detto buon viaggio carlarella. E me ne sono venuta qui, dove un sentierino di petali mi attendeva per portarmi fino alle chiavi della mia nuova casa.
Da allora non l’abbiamo più fatto.
Ma adesso, per l’ultima volta, andiamo in scena.
Il 24 e 25 aprile, di nuovo, cantiamo le nostre canzoni, per il nostro 25 aprile.
Il 25 aprile festeggiamo la liberazione dell’Italia dal nazifascismo

