Il 14 aprile mi si è abbattuta l’ arcinota bastonata tra capo e collo, e da allora giro come tramortita rifiutandomi financo di accedere passivamente a un tiggì. Di compiere il gesto attivo dell’acquisto di un quotidiano (quale, poi?) manco se ne parla. Figuriamoci leggere sulla net. Io mi sento proprio male. Mi sento come in quei racconti del ventennio in cui dopo l’assassinio di Matteotti i compagni ricordano che ognuno poteva solo pensare alla sua propria sopravvivenza, e quello era già molto.
Tragica, come sempre, lo so. E sinceramente, dopo aver controllato che il numero delle visite al mio sito non supera mai il 30, posso pure serenamente dire che me ne fotto, tanto quelli che mi leggono mi sanno e, appunto, mi sanno tragica.
Fine dell’inciso.
Sono in visita a Campobasso da mammà e papà in brodo di giuggiole perchè in procinto di diventare nonni, non grazie a me ovviamente, ma a mia sorella minore Rossella detta Fuego di cui più volte ho avuto modo di parlare. Essa si aggira felicemente per la casa trasportando una panza abbondante e sfornando aneddoti su truci tagli di bernarda, sadiche tecniche di estorsione del nascituro etc, roba che mi chiedo se sta davvero frequentando un corso pre-parto o uno di criminologia prenatale.
Per godere meglio del sereno clima familiare, o forse perchè il mio stato di tramortimento mi riduce a una sostanziale abulia, mi sto sottoponendo alla visione di tutti i programmi che i miei genitori usano consumare nella loro quotidianità, e posso serenamente affermare che, due punti a capo
-trovo sinceramente sconcertante che a Padaniacity si aggiunga alle infelici ronde padane una ronda di cittadini extracomunitari
-trovo sinceramente ancora più sconcertante che questa notizia venga trasmessa al tiggì come se fosse finalmente una buona notizia di convivenza tra diversità
-trovo francamente angosciante che venga intervistato il sindaco di Padaniacity Ano-nato, e che possa parlare con soddisfazione dell’esperienza di integrazione che la città sta vivendo in questi anni, affermando tra l’altro che la necessità di costruire muri è legittima perchè la popolazione non si sente sicura
-trovo infine agghiacciante che poche ore dopo la tivvù mi propini un servizio sul carcere di Padaniacity dove i carcerati ieri hanno cucinato per i secondini in occasione della festa della polizia.
Quando sto per riprendermi un attimo perchè mi attraversa la testa uno qualsiasi dei miei pochi pensieri consolatori mio padre si sintonizza, a ruota, prima su striscia la notizia e poi sulla corrida, dicendo che a lui questi programmi lo rinfrancano.
A me purtroppo no, e mi faccio scappare un lapsus tremendo dicendo
“è così che benito berlusconi ha fatto il colpo di stato”
Se avessi ancora un analista credo che avremmo un buon materiale su cui lavorare.
E l’ultimo dei miei piccoli dolori inutili di oggi è che l’uudm in questo momento sta compiendo 39 anni senza di me. In vece mia, una torta al limone un po’ rachitica della cui riuscita non sono manco sicura. Che poi lo so, che magari se stavamo insieme non festeggiavamo neppure. Che poi lo so che è proprio in queste occasioni che si litiga. Che poi lo so che i compleanni sono solo delle feste comandate e insomma sono pure un po’ borghesi. Che poi lo so che i maschi non sono come le femmine. Che poi lo so che do troppa importanza alle ricorrenze.
Che poi lo so.
Auguri, unico uomo del mondo