Questi bavaresi ridono un sacco, ridono con le bocche spalancate e le manone sulla trippa gonfia di buona birra, il piu` delle volte mostrando pezzi di bianca pelle arrossata e piedi infilati in calzini color panna a loro volta infilati in sandalacci sportivi.
E io, a parte che non capisco una parola che sia una, rido altrettanto sguaiatamente ingollando litri di birra mentre una vecchia bavarese mi mostra il suo tipico cestino da picnic, argomentando dettagliatamente in un grammelot che e` un misto di tedesco, inglese shakespeariano, bavarese e italiano da film di Toto`. Ma dopo la seconda pinta la lingua diventa creativa e il biergarten partecipa dei tentativi dell`attrice italiana dai capelli ricci di imparare a dire `ho ventinove anni, quasi trenta`.
La mia amica Kerstin, ritrovata proprio come ci eravamo lasciate cinque anni fa alla mia partenza per il Portogallo, mi presenta finalmente il suo `uomo dello spazzolino da denti`, quello di cui mi parlava cinque anni fa passeggiando, biciclette in mano e pochi soldi in tasca, per le strade di Padaniacity, adesso ci vive insieme, al suo uomo dello spazzolino da denti (e rimarra1 un segreto tra me e Kerstin il motivo di questo soprannome), fa la psicologa e ha i capelli pettinati, ma e` ancora quella bavarese che cinque anni fa mi piombo` in casa terrorizzata perche` non parlava una parola di italiano e avrebbe avuto casa solo dal giorno dopo, e` ancora la bavarese che per ringraziarci della nostra ospitalita` ci regalo` la tavoletta di cioccolata piu` buona dei miei anni di universita`, e` ancora quella che andando via mi lascio` il suo dizionario di tedesco-italiano, nel caso mi servisse…
Monaco e` ordinata e piena di fiorellini, come nelle cartoline, tutti comprano grandi asparagi bianchi e le ciliegie costano meno che da noi. Non e` proprio `tedesca` come me l`aspettavo, c`e` piu` sole che a Bologna e alcuni treni arrivano in ritardo. Ovviamente si tratta di incresciosi quanto rari incidenti, precisa la mia guida.
Ieri mi sono puppata per tutto il giorno il festival della comunicazione dove dovevo raccontare la mia storiella in inglese a un pubblico di gente proveniente da tutta Europa. Tesa ero tesa. Mi facevo tutte le domande del caso a partire dal mi capiranno? passando per il ma avranno il mio stesso senso dell`umorismo?per approdare al e se mi dimentico le battute?
Recitare in inglese non e` propriamente una passeggiata.
Invece ho festeggiato il mio primo successo internazionale, in mezzo a cinquantenni che si mantenevano la panza dalle risate mentre facevo la parte del lupo e della volpe, e dopo e` stata festa grande.
Per la prima volta mi sono resa conto che e` bellissimo sentire i greci che fingendo di parlare inglese parlano greco, i portoghesi che fingendo di parlare inglese parlano portoghese, i tedeschi uguale, i cechi idem, i lituani anche e gli italiani pure.
Oggi, giorno di riposo, mi faccio un giretto per la citta` godendomi la solitudine bavarese e pensando alla mia amica Kerstin che mi dice `io ho ancora in casa la bandiera della pace. Per me l`Italia e` il movimento della pace del 2003`.