Per anni mi sono ciucciata i racconti di distratti e presuntuosi viaggiatori che, di ritorno da Londra, ti facevano una testa così raccontandoti che in fondo, cosa vuoi, con tutta questa emigrazione, con tutti questi ristoranti etnici che sbucano come funghi ad ogni angolo ammuffito della città, con tutto questo andirivieni di beni cose persone, con tutti questi voli lowcost e queste promozioni lastminute, con la crisi della sterlina e il pretatcherismo, la cultura inglese a Londra non esiste più.
Per vedere l’Inghilterra, quella vera, bisogna andare fuori, nella campagna, dove ci sono ragazze piene di lentiggini e coi lunghi capelli rossi e ubriachi che mangiano fish and chips.
A tutti questi viaggiatori, che a volte hanno anche la presunzione di compilare le guide turistiche (a proposito, vogliamo parlare della marea di cagate che dice la lonely planet? buuuuuuuuuuuuuuuuuuuuu, abbasso la guida lonely, è una guida per conquistatori occidentali, ci manca solo che vi regalino come simpatico gadget un panama o un archibugio), dicevo, a tutti questi viaggiatori io consiglio di andarsene simpaticamente a vivere in posti come quei paesi di confine che ho visto in Bulgaria, quelli dove devi pagare un euro per pisciare in un buco di scarafaggi e a riscuotere ti aspetta una bichinga bulgara che, se le darai il compenso in monete più piccole di quelle da cinquanta centesimi, ti afferrerà violentemente il braccio minacciandoti di chiuderti nel tugurio fino a quando non caccerai l’obolo.
Si sente che oggi sono un pochino incazzata? Pazienza.
E’ che penso a quello che mi aspetta nel mio bellissimo paese di merda quando tornerò e proprio
non posso fare a meno di incazzarmi.
Penso a tutti i concorsi cui ho partecipato e che non ho vinto perchè non ci avevo
un amante o un amico o un pretendente che fosse un professore o un critico o un regista famoso,
penso a tutti i concorsi cui parteciperò è che finiranno nello stesso modo,
penso al teatro San Martino, ai Teatri di Vita, che organizzano rassegne e spettacoli permettendo di andare in scena
a persone che non sanno nemmeno appoggiare una mano sul tavolo,
penso alla mia trasmissione radiofonica che si ascoltano in quindici persone e solo perchè costrette da me,
penso poi a tutte quelle persone a me vicine che non capiscono un cazzo di come vivo e non fanno che accusarmi di lamentarmi inutilmente, penso penso penso e ovviamente mi incazzo.
Mi incazzo.
E oggi sono incazzata.
Ciò nonostante a pranzo ho fatto una cosa veramente, veramente inglese, una cosa bella, grassa e divertente, ovvero sono andata in un pub con alcuni amici, un vero pub londinese, con tanto di boccali appesi, porticine, stanze, stanzette, tavolini in ogni angolo possibile e anche in quelli impossibili, e ho mangiato il sunday roast. Il sunday roast è il tipico piatto domenicale inglese, composto di carne a scelta (io mi sono puppata l’agnello, una delizia, tenerello, un po’ grassoccio e succoso),carote, sedano rapa, patate grigliate, purea di patate e Yorkshire pudding (una specie di focaccia non troppo salata, croccante e ben disposta a inzupparsi nel sughetto prodotto dalla carne). Tutto saggiamente innaffiato con birra bionda. Dopo di che mi sono pure ingollata una fetta di brownie al cioccolato bollente con pallina di gelato di vaniglia che voluttuosamente si scioglieva al suo fianco.
Una meraviglia. E poi nei pub non è come nei nostri ristoranti, dove se c’è gente ti cacciano. No! Nel pub stai fino a quando hai voglia e nessuno ti rompe i coglioni. Se vuoi masticare 32 volte ogni boccone, come ha prescritto il dietologo di uno di quei giornali salutisti, puoi. Se mentre mangi vuoi fare una pausa e andare a fare la pipì o la cacca puoi, non c’è fretta, e poi i bagni sono tanti, puliti, c’è la carta, il sapone, lo specchio e l’asciugamani. e ci puoi andare tutte le volte che vuoi. Nessuno ti chiederà se stai consumando oppure no. Se poi vuoi stare un po’ in giardino puoi chiedere una copertina. Se dopo la birra vuoi leggerti il tuo libro o semplicemente cazzeggiare nessun cameriere verrà a dirti che il tuo tavolo serve a qualcun altro.
E questa cosa sembra ancora più incredibile se si pensa che solitamente i londinesi vivono con un occhio puntato sull’orologio e un piede sull’acceleratore. Invece la domenica si può mangiare il sunday roast, e a me mi piace un sacco. Quasi quasi domenica prossima replico.
Ma perchè sono finita in un paese così schifoso da permettere che i medici denuncino i pazienti clandestini?
Perchè? Come sono incazzata, come sono incazzata.