Apr 01 2009
specchi
Venerdì leggerò in pubblico brani dal nuovo libro di Anna Negri, che si chiama “con un piede impigliato nella storia”.
Ho accettato di fare questa lettura perchè mel’hanno chiesto quelli di radio Sherwood. Ora, checchè se ne dica, quelli di radio Sherwood mi hanno sempre trattata bene. Voglio dire che per lo meno non mi hanno costretta a prendere posizioni politiche per poi abbandonarmi in prima linea da sola, per lo meno non mi hanno mai promesso cose per poi dimenticare di averlo fatto, per lo meno non mi hanno mai boicottata, e a me questi per lo meno sembrano sufficienti per dire di sì alla telefonata di Sherwood senza nemmeno aver letto il libro. A dire la verità fino a dieci giorni fa non sapevo nemmeno che Toni Negri avesse una figlia, e che questa figlia fosse una regista e avesse pure pubblicato dei libri. Oh, uno quando è ignorante deve ammetterlo. Io sul tema “Toni Negri e famiglia” ero piuttosto ignorante, anche perchè sinceramente il sette aprile di trent’anni fa avevo due mesi e mezzo e vivevo in un luogo fisicamente e politicamente lontanissimo.
Insomma ho deciso di fare questa lettura pubblica e da allora mi sono successe moltissime cose che non avevo calcolato. Intanto che ho scoperto che dietro i libri a volte ci sono le persone. E che le persone, in quanto tali, possono alzare la cornetta del telefono al momento sbagliato, ma poi possono pure essere in grado di scusarsi, quando tu magari non te le aspettavi nemmeno, le scuse, tanto sei abituata a persone che alzano la cornetta nel momento sbagliato.
E’ strano. Quando ero più giovane succedeva in continuazione che persone nuove entrassero nella mia vita repentinamente, ero abituata e mi piaceva, quasi non ci facevo più caso. Oggi, quando succede, lo scrivo, perchè è diventato raro.
E poi, per entrare nel merito, mi sono messa a leggere questo libro.
Sono due giorni che giro col libro nella borsa e in ogni momento buono, persino ieri sotto la pioggia battente mentre aspettavo l’uudm, lo caccio fuori e ne leggo dei pezzi. Ora il libro è tutto malmesso e bagnaticcio, ha fatto la notte sul termosifone ma stamane era già in grado di venire in giro con me.
Non farò una recensione perchè non sono capace e non mi interessa manco. Epperò. La cosa veramente allucinante è che più lo leggo e più ritrovo cose perse, pezzi archiviati faticosamente, dolori che pensavo di aver addormentato definitivamente, e poi ancora i colori dei bellissimi anni dell’università a Padaniacity, e la violenza che profondamente pervade quella città, e la continua necessità di prendere posizione, e forse più di tutto il ricordo ancora tutto sanguinante di alcune giornate di 15 anni fa, dopo le quali non fui più la stessa.
Questa storia non è la mia e questa persona non sa nemmeno che faccia ho, però dentro quel libro ci sono pure io, perchè “siamo stati tutti traumatizzati da una Storia che non ci apparteneva e che non abbiamo scelto”.
Ma vedi che giri mi tocca fare ogni tanto, per ritrovarmi
