And I find myself walking in this unexpected peace, one o’clock in the morning and the last evening is gone, and it’s gone forever, and I don’t know how many other last evenings I’ll have to join during the forthcoming years, but what’s the meaning of writing in English if already I’m half gone?
un piede di qua e un piede di là, barcollo in questa assenza bagnata
la notte è calda e meriterebbe uno dei miei exploit più naif, potrei forse danzare davanti alla vecchia volpe che è l’unica spettatrice dei miei ultimi passi notturni, invece continuo a camminare, lentissima, una gamba davanti all’altra, un piede dopo l’altro, sento il fruscio del vestito che si mescola con la musica che mi ostino ad ascoltare perchè questa pace così repentina non la voglio sentire, attorno a me. Non voglio ascoltare non voglio guardare, il profumo dei fiori di questa stradina non lo voglio sentire più, perchè tutto è già mancanza, tutto è già una storia d’amore finita male dal principio, che lo sapevo, lo sapevo che non era per sempre, che manco nella pubblicità dei diamanti, voglio dire, no che non era per sempre, nella mia vita per sempre non c’è mai stato niente figuriamoci poi quando sono proprio io a decidere la lunghezza delle cose. Sono diventata la parca di me stessa. Per evitare che sia qualcun altro a tagliarmi i fili dell’esistenza arrivo io, per prima, implacabile come uno dei lugubri corvi della regina che mi hanno fatto compagnia in tutti questi pomeriggi londinesi mentre aspettavo il nobile indoinglese che usciva dalla sua costosissima scuola privata davanti alla cattedrale di St Paul.
E così avevo deciso mi do un anno, un anno a Londra, poi rientro poi basta sarà una parentesi, così mi ero detta, una parentesi una specie di regalo. Non avevo pensato a quante rivoluzioni ho fatto in questi mesi, ogni mattina sulla bicicletta più pesante del mondo a tagliare lo smog e l’indifferenza dei negozianti turchi affacciati dalle loro botteghe su Green Lanes. Non ci credevo davvero, che ogni pedalata fosse una piccola impercettibile rivoluzione, e invece era proprio così, e ogni rivoluzione si porta morti e feriti e a volte sono morti e feriti che non c’entravano niente sono pezzi che cadono solo perchè non hanno tenuto il ritmo sono le così dette vittime civili sono quelle che in fin dei conti non ci stavano capendo un emerito niente, della rivoluzione, e forse per loro, in fondo, non avrebbe poi fatto una gran differenza vivere senza la rivoluzione ecco questo penso
che dentro e fuori di me ci sono decine e decine di queste vittime civili e io sentitamente porgo le scuse di stato ma di più non posso fare perchè la rivoluzione esige i suoi morti, hanno voglia a venirmelo a raccontare i portoghesi, che la rivoluzione dei garofani ha fatto un morto solo, non è vero, ne sono morti molti molti di più prima e dopo silenziosamente sono morti anche solo perchè non sapevano accettare
Adesso improvvisamente mi gira attorno una zanzara, la prima zanzara che io abbia mai visto a Londra e mi domando che cosa ci fa, la zanzara, sveglia a quest’ora, mentre io scrivo innumerevoli testamenti e una parte di me, una parte piuttosto grossa, vorrebbe buttare la valigia e tutto il suo contenuto una grossa parte di me se ne frega della valigia dei vestiti del computer una parte di me vorrebbe andare via e lasciare tutto qui perchè la marea di oggetti che mi trascino pesantemente è una marea di nulla, un nulla denso e inutile che non contiene in sè nessuna delle cose delle persone che ho trovato qui, e mi viene una rabbia tale che vorrei prenderla a calci, la valigia piena di nulla insaccato stipato chiuso faticosamente un nulla ingombrante non c’è che dire un nulla che pesa almeno due decine di chili.
Che me ne faccio, delle cose, se sento che non lo so, dove voglio metterle? Che me ne faccio di questi vestiti se non so quando indossarli?Perchè ho tutti questi oggetti assolutamente privi di senso e non riesco invece a trovare uno straccio di contenuto e tutto è cazzo mi vengono le parole in inglese questa è la verità mi vengono le parole in inglese e stavo per dire meaningless e non mi viene, non mi viene il sinonimo in italiano, e però da un lato mi vengono le maledette parole in inglese ma dall’altro il mio inglese è oscuro e in parte incomprensibile dunque tanto vale tornare in un posto dove almeno ho l’illusione che si parli la mia stessa lingua, NO? tanto vale. Ecco cosa dico. Dico che tanto vale. E invece non vale tanto non vale uguale non vale e basta.
Mancano poche pochissime ore a questo ritorno che mi porta verso un ignoto ancora più profondo di quello che lascio.
Troppe poche ore mancano a troppe persone non ho detto addio e quelli che mi hanno salutata tutti mi hanno chiesto quando ritorno, eh, quando ritorno? E io non lo so, se ritorno, se ritornerò mai, perchè in verità io non sono mai tornata da nessuna parte, sono sempre andata in luoghi nuovi e non lo so, se questa volta ritorno
mi si chiudono gli occhi e dovrei dormire ma una volta che avrò deciso di farlo ecco sarà terminata anche quest’ultima notte di interrogativi esistenziali che manco nel peggior bignami di filosofia
allora lo faccio chiudo questo post spengo il computer mi lavo persino i denti e mi metto a dormire a dormire che tanto una dormita vale l’altra e forse domani non mi sembrera’ poi tanto terribile.