Set 30 2010
dovevo cavalcare l’onda
Lo so, dopo il fortunatissimo post sulla situazione dei provini in Italia avrei dovuto mettere giù (e ne avrei a badilate) un altro post-denuncia sul mondo del teatro o su qualsiasi altra cosa. Me lo hanno detto tutti i miei amichetti più stretti. Ma fino a quando non avrò un ufficio stampa decente che si occupi della mia promozione mediatica, nonchè un ufficio vendite che si preoccupi della circuitazione, e un/una massaggiatore/trice che si occupi di me ecco, rimango una (pur sempre trina nelle mie aspirazioni teocratiche ma questo è un altro discorso) e messa discretamente male. Non c’ho tempo da dedicare alla notorietà e agli scandali.
Ho trascorso gli ultimi venti giorni occupandomi della seconda edizione del premio Movimenti, quello che ho vinto l’anno scorso; ebbene sì, sono stata convocata nella giuria. Posso assicurare che è molto più divertente partecipare ai concorsi che valutare gli elaborati che arrivano. Una sudata che uno manco s’immagina. La gente mica manda un racconto solo? no! Ci sono persone che ne mandano tre, quattro, e io dico beati voi che cagate racconti a questa velocità, io per produrne uno posso metterci pure un anno, e la mia amica Mara lo sa, che è esattamente un anno che me ne ha chiesto uno e glie l’ho mandato ieri l’altro, non per tirarmela no ma perchè è fatica, sudore, ogni parolina un pezzo della mia già provata animella che si stacca e si contorce perchè non trova la sua migliore forma e allora vorrebbe assai spesso rimanere altezzosamente pura potenza mentre io tiè, incasello, sostantivizzo, stacco pezzi di nuvola e ci trovo molto spesso dietro un emerito niente.
Comunque anche questa esperienza è andata e oggi stesso partirò per Roma per manifestarmi come una piccola e obesa Venere botticelliana sabato due ottobre al festival delle letterature di viaggio , dove ci sarà la premiazione e nientepopodimenocchè un brunch al quale si servirà lo stesso Enrico Brizzi che pare essere l’ospite di eccezione del pranzo. Certo, il fatto che ci fossi anche io lo potevano pure nominare, visto che ormai sono una star della blogosfera e pure dalla Svizzera si sono scomodati per rispondere al mio accorato appello. Però evidentemente hanno avuto altro da fare, qualcuno ha telefonato proprio nel momento in cui stavano aggiornando il sito con il mio nome, insomma sono sicura che si è trattato di un disguido e questo mi permetterà di fare una meravigliosa apparizione a sorpresa con tanto di letto di petali di rose e musica dal vivo.
Ho il problema del vestito, perchè la mia situazione economica non mi ha permesso di occuparmi a dovere di questo dettaglio. Ma nella peggiore delle ipotesi posso sempre spogliarmi. Sono sicura che la mia cicatrice a forma di sorriso sortirà un certo effetto.
In poche parole, nonostante la situazione evidentemente avversa rimango ottimista e porto con me un pacchetto di preservativi, sai mai che i giardini del festival non nascondano fauni e centauri che vogliano dedicarsi al risveglio dei sensi della Vitantonio (sensi che stanno mostrando una certa attitudine alla narcolessia).
Ore noveccinquanta.
La notte se ne è andata,
la valigia è pronta,
il monolocale minaccia l’implosione,
la nursery sotto casa si riempie di mocciosi proveniente dalla borghesiabenebolognese che io, se solo avessi una-canna-una, introdurrei volentieri all’uso di sostanze stupefacenti,
provini non ne no passato manco uno,
sol dell’avvenir non ne vedo ma sono sicura sorgeranno,
mi faccio un ciofè di quelli che piacciono a me,
sogno viaggi al sud di me e definitive rinunce alla responsabilità,
abracalà abracaqua
prendo il treno e arrivo là
puff
