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Apr 21 2011

lunatica uneunquarto del mattino

Questa luna mi pende addosso come una spada di Damocle.
Una luna gigantesca, che mi gronda e mi trasuda sulla testa gli odori delle ore trascorse.
Sono a Reggio nell’Emilia per guadagnare centosettacinque euri facendo il mio bello spettacolo di merda davanti a gente che vorrebbe vedersi la partita del milan e infatti mentre provo a mettere le parole in fila mi urla di abbassare la voce, grida che vuole un’altra birra, bestemmia perchè il megaschermo è spento e io non mostro neppure le mutande.
Dormito un’ora o forse due, mi ricordo alcune cose di ieri sera e le metto insieme a un altro paio di dettagli raccolti stamane mentre cercavo di rendere presentabile la mia casa. Brandelli di esseri umani sparsi nei miei diciotto metriquadri, litri di caffè, pacchetti di sigarette inesorabilmente e inderogabilmente vuoti. Eppure devo averne comprati tre, ieri. Tre bei pacchetti di sigarette, chissà che cosa ne ho fatto.
Reggio nell’Emilia è una bruma pesante che si abbatte sul mio spleen e me lo infila addosso come una ciambella di quelle che dovrebbero salvarti la vita quando stai per annegare e invece finiscono col soffocarti perchè non sai dove cacciare la testa.
Non voglio fare lo spettacolo, mi addormento mentre ripeto la parte e ho le cosce che mi fanno male nonostante mi sia riscaldata perbenino nel retrocesso di questo locale perduto nelle viscere di padaniavalley.
E già sono in auto verso casa. So che avrei dovuto rimanere a dormire a Reggio perchè sono sfinita perchè sono notti intere che non dormo perchè mi si chiudono gli occhi e perchè in fondo a Bologna non ho niente di meglio da fare che comprarmi un altro pacchetto di sigarette al distributore automatico in porta Castiglione. E invece torno, cantando i csi come un’imbecille, che conosco le abitudini so i prezzi e non voglio comperare né essere comprato, e ciò che deve accadere accade, e la retta è per chi ha fretta non conosce pendenze smottamenti rimonte. Om mani padme om.
Ho sonno.
Questa luna è così grossa che fra un po’ cadrà sulla mia automobile e di me non rimarrà neppure il testamento perchè non ho fatto in tempo a rifarlo e l’ultima volta che l’ho scritto era troppi anni fa, molte delle persone cui lasciavo i miei pochi beni sono oggi bell’e morte assai prima di me.
Con l’ultimo spiraglio di pupilla guardo la basilica di san Luca e mi dico occhei è fatta anche questa, ci ho una vita che se ne racconto anche solo metà a un adulto normale gli piglia una sincope, ma per fortuna non conosco adulti normali. Forse non conosco adulti.

Mi ricordo di una notte di una mattina di un’alba mi ricordo di aver dato fondo alla mia riserva di felicità meccanica mi ricordo vino mi ricordo luce bellezza fumo di sigarette mi ricordo passeggiate mi ricordo ma forse anche no facciamo che no.

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