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Apr 29 2011

se qualcuno osa dire che questo post è lamentoso gli spacco la faccia

Questa sera ho chiuso formalmente “modulazione di frequenza”. Cioè, ufficialmente l’ho sospeso. Ci siamo detti che è stato bello e che adesso, come nelle grandi storie d’amore, per un motivo o per l’altro non ce la facciamo più a portare avanti il progetto, che sono sorti altri interessi, sono nati altri problemi, nuove condizioni sono maturate, che siamo cresciuti, che al momento ci sono cose più importanti.
Mentre tutto questo succedeva – e io sapevo che sarebbe successo, l’avevo accuratamente preparato - mi sentivo dentro qualche cosa di piccolo che si sgretolava e c’era un sottile e continuo fischio di sottofondo, un sibilo, un piccolo lamento di dolore, di quella parte di me che si vive questa sospensione come una sconfitta personale.
Non sono ubiqua, questo lo sapevo da prima. Probabilmente per questa vita almeno dovrò mettermi via il fatto che non riuscirò a bere la pozione dello sdoppiamento, e il risultato di questa mia incapacità che mi pare imperdonabile (sfioro la patologia, lo so, lo ammetto) è che cadono pezzi, come quando cerco di scaricare l’auto e vorrei fare un viaggio solo così finisce che mi carico come un’imbecille e per la strada qualcosa mi cade. Se sono fortunata la recupero. Sennò, se a cadere è stata la preziosa bottiglia di vino rubata al babbo, m’attacco al tram.
Attenzione vitantonio, questo non è un messaggio in una bottiglia, non è un rebus, non è una sottile richiesta d’aiuto. Stiamo qua, io e me, che ancora una volta abbiamo abbandonato la festa molto prima che accennasse a finire, perchè avevamo bisogno di rinchiuderci nella nostra intimità (l’ultimo proclama è una totale estraneità). Siamo qui io e me mentre la festa va avanti e io me ne sono andata turbata, stanca, sconfitta, con l’idea di essere stata un po’ violata. Come quando da adolescente ci sono quelli che per scherzo ti aprono la porta del bagno mentre sei dentro.  Vabbè  ma questo che c’entra. Sento incontrollabile il terrore del radicamento, della delusione, l’angoscia al pensiero che qualcuno possa vedermi così spesso da cominciare a conoscermi. In questo momento vorrei annullare tutte le date che ho da qui al giorno in cui partirò per il posto qualsiasi dove mi condurrà questo master. Ho una paura fottuta. Non voglio esserci per nessuno.
Per esempio potrei sparire stanotte e domani ciccia, la vitantonio non c’è più. Le persone si dimenticano molto più in fretta di quanto non pensiamo. Per esempio, due settimane fa è morto Vittorio Arrigoni e oggi, mentre facevo un breve reading in suo onore, la gente mangiava e faceva casino e non vedeva l’ora che finisse. Mi è venuto da vomitare.
Per esempio Sacco è morto il 17 aprile e solo io e Francis lo sappiamo.
Per esempio mia sorella mi ha detto che dopo uno shock l’ipotalamo ci mette anche un anno e mezzo a ricostruire le sinapsi, quindi sono nella norma persino io.
Per esempio le persone si compiacciono della loro infelicità.
Per esempio la causa di tutti i mali sono gli ormoni è forse la soluzione è farseli asportare come fossero cisti, si può fare?
Per esempio io odio equitalia, odio la cooperativa che mi fa la contabilità e in particolare la tipa che mi tratta sempre come se fossi un’imbecille.
Per esempio in fin dei conti io sono un’imbecille.
Per esempio le persone mi sopravvalutano, e per questo mi lasciano sola.
Per esempio le finestre dovrebbero stare sempre tutte chiuse barricate con sbarre di cemento armato e sarcazzo cosa.
Per esempio vorrei essere già addormentata e domani svegliarmi col coraggio di chiudere casa e sparire.
Per esempio bastarmi.
Per esempio bastarti.
Per esempio bastardi.
Per esempio essere onesta.
Per esempio smetterla con queste cose patetiche e avere il coraggio di alzare la voce.
Per esempio che quando il mio ipotalamo ricomincia a funzionare io voglio essere lontana anni luce da qui e voglio che tutti si siano già dimenticati di me.

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