Lug 30 2008

Italietta - una catena d’indignazioni

Published by lucilla at 11:13 under blog, amici, lavoro, politica, precarietà

Non ci ho tempo per scrivere. Non ci ho manco tanta energia, mi sento un poco empty. E infatti è passata più di una settimana da quando l’amico Marco ancora una volta mi ha incatenata, e io -tardi ma volentieri- mi lascio acciuffare perchè si tratta di una cosa interessante. Le regole sono poche e facili: di seguito elencherò tre aspetti della nostra Maledetta Italietta che proprio non riesco a mandare giù. Prometto, ne elencherò solo tre. Poi inviterò cinque persone a fare altrettanto ( in realtà credo di invitarne molte meno, per ovvi motivi di vacanze e di conoscenze….) e poi basta, ecco.

- L’uso strumentale del linguaggio, roba che Orwell si rigira nella tomba. Ma io dico, questo è un gioco al massacro. Hanno cominciato quei mentecatti della destra, non vedevano l’ora, dopo il crollo del muro di Berlino, a dire che il comunismo è un mostro (qualcuno deve pure aver tirato fuori un’altra volta la storia dei comunisti mangiabambini). E la sinistra cosa ha fatto, cosa fa? invece di rizzare le orecchie e difendere a spada tratta i valori che il comunismo ha portato con sè (e di conseguenza il suo vocabolario) invece di incazzarsi, scodinzola, vedendo cancellate negli anni parole sempre più importanti, condiscendendo, sorridendo (li possano ammazzare) fino a togliere la falce e il martello dal simbolo del partito. Adesso siamo arrivati a chiamare giustizialismo la legalità
Mi sembra di ricordare che una cosa del genere sia successa con gli anarchici durante la guerra civile spagnola. Se non vi ricordate il risultato leggetevi Omaggio alla Catalogna. Ignoranti.

- Il fottutissimo mondo dello spettacolo (dire dell’arte mi sembra un complimento immeritato) E qui non so da dove cominciare. Forse da “amici di maria de filippi”? Insomma. in Italia per fare l’attrice non devi essere brava, non devi esserti fatta il culo studiando per anni in giro per il mondo, non devi avere una stronzissima vocazione che ti strugge, no, in Italia per fare l’attrice devi essere gnocca e possibilmente incapace (tanto ti dicono esattamente cosa fare e al massimo ti doppiano). E se poi vuoi fare il teatro ti metteranno attorno un sacco di bravi attori sottopagati che lavoreranno come muli per scomparire sotto i tuoi piedi e farti apparire come la stella del palcoscenico. Andate a cagare.
Per quanto riguarda il teatro di ricerca potrei affermare senza difficoltà che esso è in mano a un branco di ex rivoluzionari che presa la poltrona hanno visto bene di dimenticarsela, la rivoluzione, e fanno lavorare chi vogliono loro, dimenticando qualsiasi criterio artistico, sociale, politico. I concorsi sono una farsa, entrare in una rassegna un miraggio.
Infine, il teatro in sè. Ma su questo non mi prouncio, basta andarsi a vedere gli spettacoli per soffocare d’indignazione.

- La buona educazione della sinistra, politici e popolo. Compagni, forse a voi dispiacerà perfino sentirvi chiamare così, poichè il termine è politicamente scorretto, inoltre non sto dicendo “compagni e compagne” come l’etichetta vorrebbe. Beh, compagni guardate che l’unico risultato di tutto questo è che state educatamente e ripetutamente subendo una sodomia. Detta così la capite?

Uff, mi sono stancata. Nomino Ossimorosa, Pesce fuor d’acqua e Vouvoltar (che in quanto lontano dall’Italia avrà ben qualcosa da dire…): Nomino solo questi tre perchè mi interessa sapere che ne pensano, perchè so che se ne fottono di essere politicamente corretti e perchè immagino che mi piacerà leggerlo.

6 Responses to “Italietta - una catena d’indignazioni”

  1. ioToccoon 31 Lug 2008 at 14:56

    In tempo limite, mi sta partendo l’aereo :)
    condivido i tuoi tre punti, in particolare il secondo mi da molta tristezza (ma che te lo dico a fare, immagino quanta ne faccia a te…)
    ciao cara, ci si risente dopo le vacanze!;)

  2. luon 31 Lug 2008 at 15:09

    scopro il tuo blog volentieri, condivido i tuoi tre punti e di sicuro tornerò a trovarti

  3. Pfd'acon 02 Ago 2008 at 07:12

    Fatto. Però avere rispetto per le istituzioni e rappresentanti che non fanno parte della massa urlante e barbara per trovare consenso non mi sembra un punto debole.

  4. pecora del mareon 04 Ago 2008 at 00:05

    ricevesti u’ cdd??
    baciamo le mani

  5. medita partenzeon 06 Ago 2008 at 15:27

    ciao, ti ho visto da Lu e sono venuto a conoscerti.
    Mi piace moltissimo quello che scrivi e come lo interpreti, complimenti davvero!!
    ;-))

  6. ossimorosaon 19 Ago 2008 at 19:13

    Con la mia consueta calma, raccolgo le idee e prima o poi partorisco i tre punti. Quando posso lamentarmi perché me lo si chiede non mi tiro indietro!

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