Apr 11 2009

ano-nato

Published by lucilla at 10:39 under nordest, ingiustizie, radio, società, politica, storia, teatro

Quando abitavamo ancora a Padaniacity io e il mio amico Peppino ci divertivamo moltissimo a scrivere testi che oscillavano tra il surreale e il demenziale e poi li dicevamo ridendo in radio, o in occasione di qualche open stage, o semplicemente fingevamo di andare a braccio durante una serata tra amici e cominciavamo a sproloquiare. Erano gli anni di un’amministrazione sedicente di sinistra che costruì un muro per difendere i così detti cittadini onesti dagli immigrati-clandestini-scippatori-spacciatori-drogati-violentatori-di-figlie-innocenti (e tra parentesi chissà se mai qualcuno ha detto a questi padri che fanno le ronde che probabilmente sono proprio le loro innocenti figliuole a scavalcare il muro del sabato sera per chiedere dell’md-ma o un’altra qualunque paranfetamina a uno dei terribili mostri spacciatori dalla pelle nera). Erano gli anni in cui le associazioni del terzo settore, per paura di uscire dal grande trambusto senza alcuna fettina della torta amministrativa, si schieravano a favore della stronzissima amministrazione di sinistra e costringevano i disgraziati come me a prendere posizioni allucinanti per poi lasciarli soli ed esposti a qualsiasi cosa, ma davvero qualsiasi cosa.
In quegli anni ci divertivamo a fare la parodia del sindaco che io chiamavo il grande cubo a causa della sua singolare forma cubica, e il mio amico Peppino aveva felicemente soprannominato Ano-nato.
E proprio oggi mentre passeggio per queste strade miti, intrise di primavera, mi tornano alla mente quei giorni in cui mi risultava così difficile, così difficile capire perchè una giunta di sinistra facesse delle cose così, e me ne facevo un problema, e mi domandavo dove stesse il torto e dove la ragione, e l’unica soluzione era appunto la parodia o la satira o lo sfottò radiofonico o teatrale, perchè altrimenti davvero non ne venivo fuori.
Oggi cammino per le strade di Padaniacity e mi rendo conto che da quando ho conosciuto Anna Negri e da quando ho rimesso piede a radio Sherwood la scorsa settimana sono cambiate così tante cose e questi luoghi hanno significati così diversi, e mi è tornata fuori tutta quella rabbia che mi ero messa via negli ultimi anni trascorsi qui perchè dovevo guadagnare uno stipendio, guardo le piazze gli edifici le case, guardo le strade, respiro questa primavera mite e avrei voglia di fare alla radio un altro di quegli sfottò, perchè pare che Ano-nato si ricandidi, e se pure non sarà lui a ricandidarsi lo faranno tanti piccoli Ano-natini, soldatini-ravanello che di mestiere svuotano le parole del loro senso e ti lasciano coì, col dubbio che forse un tempo la sinistra era un’altra cosa.

3 Responses to “ano-nato”

  1. Chiton 11 Apr 2009 at 11:38

    Se vuoi ti tolgo il dubbio, è una certezza purtroppo!!

  2. floon 11 Apr 2009 at 14:29

    OT: ho ascoltato alcuni files della tua sezione “on air” e mi sono piaciuti molto, non è che potresti linkare anche gli audio più recenti?
    Ciao!

  3. davideon 16 Apr 2009 at 08:51

    la realtà supera sempre al fantasia.

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