Apr 06 2009

piccola incursione nella realtà

Published by lucilla at 12:41 under ingiustizie, società, bologna, storia, politica

La scorsa notte un terremoto fortissimo  ha devastato la zona de L’Aquila. Questa mattina molti amici hanno cominciato a chiamarmi per sapere se in Molise era tutto a posto. Di riflesso ho chiamato a casa per scoprire che i miei parenti apprendevano la notizia del terremoto da me, che tra l’altro li avevo svegliati a un’ora piuttosto presta.
E mentre tiravo un sospiro di sollievo scoprivo che ci sono paesi distrutti, morti, feriti e dispersi. Gente che probabilmente sta sotto ciò che resta della propria casa e non capisce neanche in quale direzione è il cielo e in quale il suolo.

Il Grande Papà affettuoso Silvio Berlusconi, dopo aver nominato Bertolaso e, in un primo tempo aver annunciato di non rinunciare al viaggio a Mosca dall’amico Putin perchè non c’era nulla che potesse fare, ha capito che la nazione aveva bisogno di lui e ha annullato tutti gli impegni per stare vicino ai suoi figli sofferenti.
C’è chi dice che la tragedia avrebbe potuto essere evitata o, quanto meno, ridotta, chi ribadisce la storia che il terremoto di per sè non è prevedibile. Poco importa, ora. Ciò che conta è che papà Silvio abbia dimostrato ai suoi figliuoli quanto essi siano più importanti di tutto il resto.

Nel frattempo da tutt’Italia si mobilitano colonne di aiuti e si attivano reti reali e virtuali di soccorso di ogni tipo: viveri, vestiti, raccolta di sangue, alloggi disponibili per gli sfollati, insomma tutto il paese sospende le proprie attività per cercare di portare una qualche forma di sostegno ai terremotati.

Il terremoto è una tragedia. Ti arriva in casa da un momento all’altro e, ammesso che tu sopravviva, ti trovi improvvisamente senza casa, senza cose. Senza memoria. Mentre intorno a te emergono i morti, e i sopravvissuti, con la stessa faccia sconvolta che tu hai addosso. Ti guardi intorno e non riconosci più nulla, nessuna delle tue strade, nessuna delle tue pietre.

Ecco, e mentre la tragedia si abbatteva sul Centritalia, tutto quello che il comune di Bologna sapeva fare era ordinare lo sgombero immediato dello spazio occupato Bartleby, un luogo festoso di cui, neanche un mese fa, si erano impossessati gioiosamente gli studenti dell’Onda, e che aveva portato una ventata di primavera in questa cittadina che sta diventando sempre più nera. Un luogo in disuso, uno spazio che l’occupazione aveva restituito ai giovani, e che aveva creato aggregazione e occasioni di confronto (quelle di cui si lamenta tanto la mancanza ogni volta che la polizia va a sgomberare le piazze popolate da presunti ubriachi fannulloni lordacittà). Insomma il Bartleby non faceva male a nessuno, anzi, a qualcuno faceva addirittura bene. Ma forse qualche abitante di via Capo di Lucca si era lamentato perchè la vista di giovani felici è troppo umiliante per un borghese frustrato che ha dedicato la sua triste vita al danaro.

Che commento potrei fare a tutto ciò? come si può descrivere la profonda mancanza del senso di realtà in cui questa città viziata e i suoi amministratori vivono? vale la pena di elencare le lamentele delle sdaure in pelliccia alla vista di una bottiglia per terra, mentre nelle periferie la gente ruba il cibo perchè non può permetterselo? è forse necessario ancora una volta prendersela con un’amministrazione-ravanello (rossa fuori e bianca dentro, cantava qualcuno), che non è in grado di stabilire un’indice di priorità nè di porre un limite ai capricci della borghesia-bene?

Io sono schifata.

2 Responses to “piccola incursione nella realtà”

  1. Daniele Verzetti, Rockpoetaon 06 Apr 2009 at 15:14

    Il senso della realtà ed il “buonsenso” sono oramai merce rarissima.

    I terremoti non si possono prevedere ma si possono prevenire. Edifici seri, antisismici, non pericolanti sono già un primo passo

    Altro che scuole fatiscenti ed ospedali con mura crepate e apparecchiature obsolete.

    Che senso ha inaugurare la Freccia Rossa quando il resto delle FS é allo sfascio?

    Che senso ha (corruzione, appalti truccati e relazioni mafiose con il potere a parte) fare il ponte sullo stretto quando ci sono da costruire scuole, ospedali, ed altre strutture imprescindibili per un Paese che si definisca veramente civile?

    Leggo che il Cavaliere é corso al capezzale della “sua gente”.

    Forse per quello che é , che fa, e che non fa, sarebbe stato più dignitoso che non fosse neanche andato.

    PS: scusa il commento fiume. Arrivo dalla Bislacca e mi piace il tuo blog; mi permetto di linkaro sperando di non fare cosa a te sgradita. Vedo che reciti!!!! E’ stupendo, un’emozione unica.

    Ciao
    Daniele

  2. Daniele Verzetti, Rockpoetaon 06 Apr 2009 at 15:15

    Piccola postilla: su Bologna, ho ben poco da aggiungere. Le tue considerazioni e la notizia riportata si commentano tristemente da sole.

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