Gen 19 2010

quando uno si mette degli obiettivi

Published by lucilla at 21:06 under solitudine, londra, carla, vitantonio, amici, donne

Dunque il mio obiettivo era scrivere del mio trentunesimo compleanno prima che passasse troppo tempo. Oggi è solo martedì e fortunatissimamente non lavoro (che vuol dire anche che non guadagno ma direi che per un giorno me ne frego) e mi sono messa qui di buzzo buono a scrivere. Eppure è passato già troppo tempo. Ho fatto centinaia di addominali, diverse decine di km in bici, molte di più in autobus. E il mio compleanno quasi non me lo ricordo più. Troppo, troppo velocemente passo da una situazione alla successiva, e da un lato questo mi va bene, mi emoziona, la mia vita/frullatore è forse quello che mi merito, forse anche un po’ quello che cerco.

Indi per cui la smetto di lamentarmi e faccio lo sforzo letterario artistico e grammaticale di ripensare ai giorni del mio compleanno.

Il mio compleanno!
Ho compiuto 31 anni. Mi sono rattristata, impaurita, arrabbiata. Ho passato tutta la settimana precedente piangendo. Un po’ perchè mi fa paura avere trentun’anni. Un po’ perchè avevo sperato di essere in un punto diverso della mia strada, a 31 anni. E ho avuto paura di non arrivarci mai, al punto diverso. Un po’ perchè ho temuto che qualcuno mi volesse diversa da come sono. Un po’perchè non mi riconosco nell’immagine che ho della trentunenne.  Ho pianto perchè avrei dovuto comprare la mooncup della misura più grande. E per molti altri motivi che non ho ancora capito.

Ho pianto pure perchè mi sentivo sola e temevo di trascorrere il mio compleanno in totale abbandono e solitudine. Lo so, sembra patetico, ma queste paure io ce le ho avute veramente.
Mi sono ritrovata a festeggiare per tre giorni con le amiche più care che ho a Londra, una cena a sorpresa con tortine di zucchero e vino bianco, e financo i fuochi d’artificio! Per me, tutti per me e per il mio compleanno. Insieme a tutte queste persone che pure vengono da altri posti e forse ancora non hanno ritrovato una casa, mi sono sentita un pochino a casa io.
E quando siamo state troppo ubriache ce ne siamo andate a ballare in un luogo surreale perso nel mezzo di Hackney, un locale per ragazze dove eravamo praticamente le uniche bianche e abbiamo imparato un ballo di gruppo con le frequentatrici assidue del locale. Alle quattro sotto la pioggerellina londinese siamo tornate a casa parlando di cose importanti e di cose stupide, cantando, sbandando un pochino. E questo compleanno imprevisto, trascorso con gente senza casa come me che però ha fatto di tutto per farmi sentire
a casa mi ha commossa e mi ha rallegrata, mi ha dato un pochino di speranza, come pure tutti gli auguri che ho trovato, e la cena coi miei coinquilini organizzata all’ultimo momento con tanto di dolcetti marocchini che più buoni e appiccicosi non si può. Ben  due volte ho spento le candeline, e innumerevoli volte ho brindato. 

Così ho trascorso il mio trentunesimo compleanno, il secondo che passo qui a Londra, lontana da tutto quello che mi è noto e da quasi tutto quello che mi è caro. E’ stato il compleanno più difficile della mia vita, ho avuto bisogno di abbracci, di alcool, di storie divertenti e di sostegno. E miracolosamente tutte queste cose, i regali più belli che avrei potuto ricevere, sono arrivate.

Con questa stanchezza, con un po’ di dolore e molta gioia ho cominciato la settimana. Sono ancora io.

One Response to “quando uno si mette degli obiettivi”

  1. Chiton 20 Gen 2010 at 17:22

    E speriamo niente o nessuno ti faccia cambiare… tanti tanti sinceri auguri di cuore, amica mia. Un abbraccio ;)

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