Gen 30 2010

come dire siamo giovani dentro e se tutto va bene siamo ancora giovani anche fuori

Published by lucilla at 16:58 under londra, carla, vitantonio, amici

zumpappero ppappà è sabato oggi, quasi sabato pomeriggio a dirla tutta (che poi non vedo perchè avrei dovuto dirla solo mezza o tre quarti mah, quante cose inutili scrivo e dico solo perchè mi piace il suono delle parole), molte cose avrei voluto avrei dovuto fare tipo per esempio scrivere il mio nuovo essay che devo consegnare entro poidomani . E invece non faccio niente perchè ci ho il così detto hangover ovvero iersera ho avuto uno scontro frontale con varie bottiglie di sambuca e il risultato è stato che ne sono uscita tutta ammaccata e soprattutto fradicia, fradica si perchè non so bene quante persone mi hanno versato addosso bicchieri di vino o, appunto, sambuca. Pare che a un certo punto della nottata, qui a Londra, sia cosa piuttosto comune ritrovarsi bagnati fradici a causa di incauti bevitori ballerini che non hanno ben chiaro il concetto del liquido che, se posto in un contenitore non chiuso come per esempio un bicchiere, quando opportunamente sollecitato ritmicamente dalla danza o da un discorso appassionato, tende a fuoriuscire dal contenitore di cui sopra e a spandersi sulle vesti del passante di turno, nella fattispecie la sottoscritta ovvero io me medesima che sono uscita di casa ore sei con bellissimo vestitino a base avorio e turchese, scarpe col tacco e make up quasi perfetto, e mi sono ritirata stamane ore quasiquattro con un tacco rotto il vestito impregnato d’alcool e la faccia che manco un quadro cubista.
Eppure per quel che ricordo è stata una festa divertente e piena d’amore e d’amicizia, ho financo imparato a fare il sushi e ne ho prodotte quantità industrali con salmone avogado cetrioli e peperoni peccato che la forma dei miei rotolini ricordasse i primi esperimenti surrealisti e molto poco l’esatta architettonica geometria made in japan.
Anyway ho ballato cantato ascoltato persino mi sono un pochino raccontata ho brindato con le mie tre sorelle londinesi festeggiando il compleanno di una di noi ho riso soprattutto ho riso ho incontrato sconosciuti sfoggiato il mio ampio vocabolario polacco mescolatolo con portoghese spagnolo e improbabili neologismi inglesi ogni tanto ricordo devo aver pure detto qualcosa in italiano. O in francese.
E adesso mi ritrovo così un po’ spiaggiata la gola che raschia e lo stomaco bruciacchia proprio come ai tempi lontanissimi in cui facevo la cubista e tornavo a casa dopo aver lavorato la domenica pomeriggio ed ero uno straccetto   di alcool e fumo e per ripigliarmi ci voleva il lunedì intiero. Eppure avevo solo sedici anni e devo ammettere che dopo anni quindici il mio corpo ancora reagisce dignitosamente insomma sto in piedi mi sono vestita magari mi trucco anche un pochino poi esco quasi come se niente fosse, un gioiellino ve lo dico io.
Però a dirla tutta stasera mi vedo analcoolica e mi vedo analcoolica per qualche settimana che forse quello che è cambiato è che non ci ho più la prontezza di una volta ma in fin dei conti mi va pure bene così, trentun’anni compiuti e la capacità di gestirmi la risacca senza troppa depressione, ma che bella festa che è stata però, che bella festa.

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