Feb 12 2010
altro che conte ugolino, io il moccioso lo sbrano.
Ebbene si. Me lo ha ricordato pure il mio fidanzato. Prima di Natale, parlando del mio lavoro, ammettevo che il moccioso piccolo era simpatico e quasi degno del mio affetto. Il grande era insopportabile, viziato, maleducato e razzista. Ecco. Le cose sono un pochino cambiate. Non che il grande sia diventato un gioiellino, per carità, ma si riesce a parlargli e a volte ti fa persino un sorriso. Certo, non so mai se è sincero o mi sta prendendo per il culo ma mi accontento di questa felice incertezza. Giochiamo a una specie di forza quattro e vince sempre lui, a volte passeggiamo, lo porto in piscina e aspetto che abbia sguazzato nelle nobili verruche inglesi, lo scorrazzo al Barbican dove lui prende a prestito i libri alla biblioteca, gli faccio da mangiare, insomma il tempo trascorre un po’ meglio che alcuni mesi fa. Per lo meno non mi viene l’angoscia. Ma il piccolo. Il piccolo!!! Non so cosa gli sia successo. E’ diventato un rompicoglioni mammone scassagonadi frignone schizzinoso viziato e non mi vengono più aggettivi.
Io spero sempre di non dover stare con lui. Non che faccia qualcosa di particolare. Noooooooooooooo. Si fa venire le crisi di pianto perchè la mamma non è lì. Ora dico. Mica è colpa mia se al posto della mamma ci sono io. Quando sarà grande si potrà pagare uno psicologo e potrà rinfacciare alla madre di averlo lasciato solo con la babysitter italiana. Ma adesso mica se la può prendere con me. E invece proprio con me se la prende. Piange, strepita, si fa venire le crisi e io ho paura che da un momento all’altro mi caschi a terra con le convulsioni. Nel qual caso che faccio? Lo seppellisco in giardino? Cerco sempre di trovare un espediente, noccioline uvetta canzoncine, insomma una cosa che lo distragga ma lui sbatte contro il muro, urla mummy mummy. Oggi in un momento di stanchezza ho pensato ecco. Adesso prendo questa piccola testa rotonda e pelosetta e la sbatto contro il muro. Uscirà il morbido e caldo cervello e io lo mangerò. Sarà buonissimo. E soprattutto sarà un pasto che consumerò in silenzio, perchè il moccioso avrà finito per sempre di strepitare.
E’ stato solo un attimo, ma l’ho pensato.
Poi, dopo un momento di gelo, l’ho preso in braccio e ho cominciato a cantargli una canzoncina. Magicamente il moccioso si è quietato. Che abbia capito che avrei potuto farlo fuori da un momento all’altro? Secondo me si, ha fiutato il pericolo e si è detto oh oh, meglio non tirare troppo la corda.
Improvvisamente si è azzittito, si è ciucciato un po’ di latte e zacchete, fatta.
Ma il mio dubbio rimane. E’ ormai evidente che ne ho piene le tasche e pure le borse e le borsette e gli zaini, di fare la babysitter. Non mi piacciono i bambini in genere. Questi in particolare, poi, mi muovono gli istinti infanticidi, roba che manco Erode. Dovrei lasciare il lavoro e conseguentemente morire di fame? Non lo so, davvero, non lo so. Sono molto stanca e mi è venuta una gran voglia di mangiare del cervello. Mi accontenterei anche di capretto o agnello, mancando i bambini.

mha, forse il problema è che hai frequentato troppi comunisti…
=)
un bacio da padaniacity!