Giu 30 2010

le rose non sembrano aver sentito la mia mancanza

Non sembrano proprio aver sentito la mia mancanza, le rose. Sono rigogliose come non mai e hanno fiori meravigliosi, profumati e fieri, intoccabili. Se la vedono bene persino coi sempiterni pidocchi e financo il pesco sta pescando che più non si può, avrà venti o trenta frutti e fino all’anno scorso ne faceva uno solo.

Ed e’ stato tutto così veloce e tremendo e adesso mi trovo in questa casa in campagna e non ho assolutamente idea di dove sono, e mi domando che cosa ci sto facendo qui, e lo so che  una domanda terribile ma non ho la più pallida idea di dove mi trovi, di dove stia andando, non ho la più pallida idea, non ho, e mi sembra che mi sono completamente persa, che ho tutti questi oggetti attorno a me tutti questi vestiti che cosa cazzo me ne faccio dei vestiti che cosa me ne faccio di queste cose se mi sono completamente persa

Sono frammentata sono implosa e ieri il viaggio è durato pochissimo, il tempo di un pisolino, e qui pare che veramente io non me ne sia andata mai e invece me ne sono andata, eccome se me ne sono andata, me ne sono andata e non sono più com’ero prima di partire e però non lo so come sono e forse il senso di tutte queste “e ” che uso è che cerco una connessione possibile tra le cose cerco un nesso magari un poò acrobatico ma ecco un nesso almeno un nesso invece sono qui che di nessi non ne vedo manco uno e quello che vorrei non cel’ho e forse la verità è che non lo so cosa vorrei e si lo so vorrei piangere e non ci riesco vorrei avere delle persone vorrei andare a prendere un caffè con le mie amiche vorrei un gattino che ne so vorrei disperarmi fino a quando non mi resta che reagire e invece adesso mi metto come se non fosse successo nulla a fare lo spettacolo nuovo cosi’, tac, perfettamente efficiente proprio come tanti anni fa dicevo di me.

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