Mar 31 2011

un po’ porno

finisce che questo magone d’inizio primavera si trasforma in un afflato un po’ porno, in uno sguardo un po’ obliquo che dirigo impertinente verso chiunque soprattutto verso chi lo vorrebbe schivare.
Sono momenti in cui si può andare indifferentemente da una parte dall’altra, potrei piangere e invece scoppio a ridere improvvisa durante la lezione più seria di tutto il master, m’incazzo senza il minimo ritegno, mi freno dal frenarmi.
Voglio dire quello che penso, guardare quello che mi pare, giudicare quello che preferisco perchè tanto, prima di tutto, giudico me. E lo so che sono giustificazioni ingiustificanti lo so che questi giochi di parole celano sottili sindromi da peterpan ma poi, che me ne importa?

Un po’ porno, divento, un giornaletto che si guarda e non si dovrebbe, il retro dell’edicola, quello dove puoi sempre dissimulare perchè ci sono pure le riviste di bricolage. Che cosa succede se una donna mette le tacche alla cintura? Che succede se guardo una persona e mi domando semplicemente come sarebbe fare sesso con lei, così come mi domando come sarebbe berci un bicchiere di vino in più, vederla ubriaca, condividere un segreto, andare al cinema a vedere una pellicola francese?

Che cosa succede se i tabù mi annoiano? Se mi piace mangiare la carne cruda attorno alle ossa? se dei pesci preferisco gli occhi alla polpa del ventre? Cosa succede se metto tutto sottosopra e mi diverto? E che cosa succede se poi, all’improvviso, proprio nel mezzo di questo mio proclamare la proprietà del desiderio, m’innamoro di un maschio borghese e voglio solo lui e sempre lui e mi trasformo in una geisha fino a quando non succede che l’amore se ne va da un’altra parte e cioè lontano da me?

La mia obesità intellettuale mi rende troppo strette tutte le fottutissime caselline, arrivo e già sono andata via, non ho rispetto non ho creanza, pedalo cantando come un’assassina, non mi fermo al rosso, ascolto musica a volume troppo alto, piglio il controsenso con scioltezza, non mi fermo.
Ma pago le tasse.
Ho anche io le mie contraddizioni.

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