Apr 02 2011

guida intergalattica per attivisti, terzo episodio

Alla fine Francis è tornato dal Canadà, io ho tirato un sospiro di sollievo a dirla proprio tutta poichè mi ero pure fatta il viaggio che rimanesse a guardare le cascate per tutta la vita mesmerizzato dalla grandezza della natura e addio turnè con lucilla.
Invece è tornato bello giovane e ringalluzzito dal viaggio all’estero, l’ho fatto aspettare un’oremmezza sotto il sole cocente di questa precoce e impertinente primavera nell’unico giorno all’anno in cui l’indetto sciopero dei trasporti pubblici ha funzionato. La città era bloccata e io disperatamente cercavo di andare a ricogliere il mio Socio che lentamente e pazientamente ruminava banane sciogliendosi sotto l’ira di Apollo. Ma eccoci infine in auto verso sud con un’ora e mezza di ritardo e una discreta stanchezza accumulata per motivi disparati nei giorni trascorsi. Ci mettiamo un pochettino a tararci io maledetta sono superdiffidente e ogni volta che lui apre la bocca per dirmi una cosa qualquer io penso che mi comunicherà che non vuole più fare lo spettacolo. Sono tremenda, lo so, non mi fido di nessuno manco del mio Socio perchè lo so dentro di me che il giorno in cui comincerò a fidarmi lui zacchete mi farà il gesto dell’ombrello  (espressione tanto amata da un prof molto sexy che ho avuto la settimana scorsa e che però non si legge il mio blog quindi non lo sa che lo reputo sexy e anche se lo sapesse non credo che per questo mi farebbe passare il suo esame del resto a me di passare l’esame m’importa ben poco).
No, dicevo, io un po’ irrigidita come una vecchia mazza di scopa lui molto paziente, in fin dei conti è bello così, e con questo mood siamo giunti nientepopodimenocchè a Jesi. Ora io vorrei solo dire che in 13 anni di onoratissima carriera io a Jesi non avevo mai fatto uno spettacolo, non solo non lo avevo fatto a Jesi ma in nessuna città delle Marche e quindi mi è sembrata una cosa gigantesca e meravigliosa già l’occasione in sè ma poi dico, arriviamo, ci sono queste porte meravigliose che sembra di stare in un saloon, e oltre le porte un centro sociale immenso, indefinibile davvero, uno di quei luoghi che sembrano vecchissimi e nuovissimi insieme e infatti dentro ci sono persone che hanno età e storie differenti ma tutte superrilassate che io mi dico oh, mi sento proprio una star. Siamo al TNT, che tanto ne abbiamo sentito parlare, sono loro che hanno fatto partire questa cosa meravigliosa della Tunisia e poi insomma noi qui al TNT ci siamo arrivati attraverso i contatti dei contatti dei contatti, è stata proprio un’epopea, una di quelle cose che ti fanno dire benedetta sia la santa madonnina della rete e benedetti siamo noi che la sappiamo fare, la rete. Allora eccoci, qui ci hanno organizzato una serata apposta per noi e noi dobbiamo solo fare lo spettacolo, pure la quinta per l’effetto speciale ci fanno trovare, che io penso oh ma quanto si sbattono queste persone per far venire bene le cose. Io penso che ci vuole cura e ci vuole amore e mentre lo penso non lo so ma questo sarà il pensiero che mi accompagnerà lungo tutta la penisola nel resto del finesettimana.
Lo facciamo, lo spettacolo, e io non lo so come lo faccio, perchè i marchigiani non mostrano tutto l’entusiasmo di cui io avrei bisogno dopo due settimane trascorse senza replicare, sono un po’ incerta un po’ preoccupata e forse Francis anche, non so, ma fatto sta che alla fine proprio quando non me lo aspetto arrivano le persone e ci dicono che oh cavolo è stato proprio bello, grazie, e io ancora una volta penso che dovrei smetterla di giudicare tanto in fretta e rallentare un pochino il ritmo della paranoia.

Ma non è finita la serata perchè i compagni del TNT ci trattano proprio con rispetto e io quasi mi commuovo perchè non sono tanto abituata ci portano persino a mangiare e parliamo di cose serie e meno serie io  all’inizio sono un po’ imbarazzata perchè mangio l’agnello con le mani lo so è un pensiero stupido ma lo faccio, eh mica ci ho sempre in mente i massimi sistemi della diplomazia o il culo del mio professore no, a volte mi faccio le paranoie perchè mangio l’agnello con le mani mentre persone generose mi trattano proprio come se io fossi una vera artista e mi parlano delle difficoltà e della gioia di lavorare in un territorio che non conosco, e mi raccontano degli anni in cui io chissà dov’ero, e poi mi dicono pure che c’è un dolce buonissimo al mascarpone ma di fronte alla mia indecisione addirittura mi invitano a provarne due, di dolci!
Io faccio la ragazzina educata e ne mangio uno solo, sperando che Francis sia all’altezza di questa situazione e non si faccia soffocare dall’ammirazione come invece sto facendo io ascoltando tutti questi racconti. Ma poi ecco non è finita perchè ci troviamo in una stanza d’ostello e sono le due e tra tre ore dobbiamo alzarci e abbiamo salutato tutti dandoci appuntamento a Tunisi, proprio a Tunisi, tra pochissimo, e siamo emozionati per un sacco di cose diverse ma soprattutto per un fatto che Francis con la sua estrema capacità di sintesi riesce ad elaborare benissimo e io invece no. Siamo emozionati e felici perchè porca miseria io non lo so dove andrò a finire, forse è vero come mi ha detto Laura Mariani che questo spettacolo non lo venderemo mai perchè è troppo politico, forse è vero come mi hanno detto che mi sono giocata la carriera (ma quale, poi?) perchè mi sono esposta troppo, forse è vero che noi nei teatri non ci andremo mai che nessuno ci farà le recensioni forse anzi sicuramente questo è vero però cazzo noi abbiamo una cosa che tutti quegli altri che fanno gli scritturati e girano nei teatri non hanno e non avranno mai, noi ogni giorno con questo spettacolo entriamo dentro la vita delle persone e vediamo il loro mondo e loro con generosità ce lo mostrano e ci ospitano e con delicatezza ci rendono un po’ parte di cose che altrimenti non potremmo vedere ascoltare annusare toccare mai, questo abbiamo che nessuno nessuno ci può togliere, questa ricchezza che è già una memoria segreta che anche se un giorno chissà dove finiremo spinti dalla miseria ecco nessuno ce la potrà rubare.

(E comunque, al di fuori della provincia di Bologna,
il mascarpone di ieri è il migliore che io abbia mangiato in Italia. )

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