Mag 04 2011

avevo un vestito a fiori

vorrei tanto essere capace di mettermi a studiare e invece ho bevuto bicchieri di vino in numero di tre e sono come dire un po’ ubriaca allora l’unica cosa che posso fare è scrivere, un po’ pateticamente, come se avessi molti anni di meno o molti anni di più. Perchè 32 anni non sono l’età per scrivere un blog da spiantata, 32 anni sono l’età per un blog sulla puericultura o sul successo o che carapacchio ne so. 32 anni sono una bell’età del cazzo penso.
Allora è successo che ho incontrato un amico che non incontravo da dodici anni dodici non so se mi spiego e lui era uguale e io ero uguale e lui si ricordava persino di un vestito a fiori che indossavo quando andavo a prenderlo in 127 e che gli piaceva tantissimo io mi ricordavo dei pomeriggi insieme in un’estate caldissima, l’ultima estate campobassana che io ricordi, ricordavo il sudore le risate ricordavo - e non ho avuto il coraggio di dirglielo - che lui era stata l’ultima persona davvero con cui mi ero divertita a crampobasso lui ricordava io ricordavo e intanto sono passati molti troppi anni ed entrambi siamo più o meno contenti di come siamo diventati ma entrambi abbiamo addosso tante troppe ferite che ci fanno un po’ cinici un po’ mascherati un po’.
E allora penso ai dodici anni passati penso agli errori commessi penso alla taverna nel ghetto di padaniacity dove andavo con B penso alle nottate in bicicletta penso al piccolo cinema dove ci baciavamo di nascosto mentre lui proiettava pellicole su una macchina vetusta che si inceppava cinque volte su quattro penso alla teiera che mi regalò e che uso ancora adesso nelle giornate più fredde  penso alle incertezze a quella sensazione di avere tutto in mano tutto sotto controllo penso a una vespa gialla e a un film che vidi due volte di seguito solo perchè la seconda volta mi ci invitò uno che mi piaceva tantissimo.
E allora penso a nottate su un belvedere di Lisbona penso a Pierino e alla nostra amicizia non so perchè ci penso forse perchè ha resistito a tutti questi terremoti ha resistito a tutti questi miei tentativi disperati di scomparire penso a Pierino a quella volta che dormimmo a casa sua nel Bairro Alto e lui mi fece delle foto bellissime che chissà dove sono.
E allora penso a Pentothal e a tutto quello che abbiamo passato insieme e separati penso a come siamo diventati penso al bene che gli voglio penso a quello che abbiamo deciso di non fare mai penso a quella volta che eravamo al mare e ci facemmo il bagno in mutande e faceva freddissimo penso a una discoteca squallidissima penso alla sensazione profonda di dividere qualche cosa che poi di colpo morì.
E allora penso non so perchè alla prima volta che incontrai Francis in chat, stavo a Londra e mi vivevo un anno allucinante e mai mai mai avrei pensato a quello che sarebbe successo dal 30 novembre in poi, penso a quella chat che mi aveva dato un po’ di fiducia perchè lui mi aveva detto che gli piaceva ascoltare le lucilleidi e che non lo so non lo so che cosa mi aveva detto e non so cosa darei per ricordarmelo meglio perchè oggi mi sembra che tutto sia importantissimo invece prima, mentre le cose succedevano, non pensavo che fossero così stronzissimamente importanti.
Penso che il mio pensiero ricorrente adesso è andare via prima che la festa accenni a finire penso che non ci voleva proprio questa cosa che forse dovrò rimanere qui fino a settembre penso che forse dovrei sparire prima molto prima tipo domani penso che dovrei.
Come è successo che mi è tornata quest’angoscia di restare come è successo?
Penso che dovrei studiare e impegnarmi per cambiare la mia vita riempirla di cose nuove di modo che non ci sia più spazio per tutto questo sentire che mi respira dentro penso che mi sento come il mantice spalancato di una fisarmonica penso che ho paura penso che sono felice penso che non posso fidarmi penso alla lealtà penso che.
Penso che devo studiare porcamiseria. Penso che la gelataia di via Castiglione è meravigliosa e io vorrei tanto bere uno due tre bicchieri di vino bianco con lei.
Penso che presto chiuderò questo blog-specchio di desideri e passioni e angoscia e sarò pronta per una nuova grigia vita fatta di stipendi sufficienti gonne al ginocchio discorsi coerenti castità coerenza e finalmente avrò la stima il rispetto di chi mi starà intorno fino al giorno in cui non verrà fuori la storia del blog e sarà uno scandalo tutti sapranno che ero una spiantata e allora io vorrò tornare a com’ero prima cioè a come sono ora ma sarà troppo tardi e quindi a quel punto non so.

Soprattutto penso a cose cui non devo pensare. Indubbiamente.
Penso ora cancello il blog e addio lucilleidi addio lucilla.
Penso che questo potrebbe essere l’ultimo post che scrivo.
Ma anche no.

4 Responses to “avevo un vestito a fiori”

  1. Il Mulattiere Rocco Galloon 04 Mag 2011 at 23:51

    seee.. chiudi il blog..
    e io..
    ..io poi dove vado a leggere come sto?

    Lucilla..
    noi ce l’abbiamo un modo per affrontare i momenti in cui non entriamo nella taglia 32 (o 35) della nostra vita..

    noi ci fumiamo li zicari..
    ..e voi fumatevi cazzo!

  2. Aliceon 05 Mag 2011 at 01:07

    non farlo non farlo non farlo non farlo non farlo non farlo non farlo - ripete isterica alice alla notizia della potenziale chiusura del tuo blog. non farlo.

  3. Davideon 05 Mag 2011 at 09:06

    ma tu provaci e ti spacco la faccia…

  4. Il Vero Davideon 05 Mag 2011 at 19:28

    Ci tenevo a far sapere che quel Davide violento non sono io. C’è unn bagno da queste parti?

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