Giu 23 2011

Piccoli esempi di precarietà bestiale

Alcune settimane fa mi chiama Alessandra Marolla, regista che ha inserito nel suo video “PrecariEtà” un pezzettino di OTTO nonchè un’intervista alla sottoscritta me medesima in qualità di attrice precaria. Mi dice tutta contenta che le faranno uno speciale nientepopodimenocchè su radiotre e che il regista vorrebbe inserire un pezzettino dello spettacolo nello speciale. Io dico fichissimo! L’unica cosa, sai, dovrebbe essere citato il mio nome durante la trasmissione, non è che voglio che la rai mi paghi (come invece fanno altre emittenti, per esempio quella svizzera) ogni volta che passo in onda, ma almeno il nome, cazzo, del resto OTTO e sotto licenza creative commons e queste sono le regole. Lei mi dice non c’è problema ti chiamerà il regista in persona.
Cavolo, il regista in persona, penso io, che deve essere proprio uno strafico se fa una puntata sulla precarietà. Allora a un certo punto mi chiama questo regista e ovviamente io stavo facendo tre cose contemporaneamente di cui due volte al reperimento di danaro per l’affitto. Cotesto regista senza troppi preamboli mi dice

Senti, la trasmissione l’ho montata, spazio per il tuo nome non ce ne sta. Piuttosto che metterlo faccio prima a togliere il pezzo del tuo spettacolo dal montato.

Non sto scherzando, mi dice proprio così. Io rimango un pochino contrariata, visto che la radio la faccio anche io e ho imparato che la prima cosa è citare gli autori dei pezzi che si usano, diciamo, la prima cosa è il rispetto ecco, rimango contrariata pure perchè si tratterebbe di precarietà, cazzo, e allora a che gioco giochiamo? mi fai la trasmissione sulla precarietà e mi tratti come una bestia? rimango un pochino contrariata ma non faccio in tempo a ragionare perchè lui mi dice subito

Tutto quello che posso fare è mettere il tuo nome sul sito della trasmissione.

Che cosa avrei dovuto fare? probabilmente se fossi stata un po’ meno vigliacca avrei dovuto dire oh, ma sai che ti dico, vedi dove te ne devi andare, tu e la tua trasmissione sulla precarietà, tu non hai proprio capito un cazzo della precarietà e io a questo gioco non ci sto, non ci sto perchè tu in questo momento stai usando il tuo potere per farmi accettare una condizione a dir poco iniqua, non ci sto perchè quello che fai non solo è ingiusto ma è pure illegale, non ci sto perchè io con questo spettacolo ci mangio, e già è allucinante che tu non mi paghi il passaggio radiofonico, figuriamoci poi se non mi dai nemmeno quello straccio di moneta di scambio che si chiama visibilità, oh, ma siamo matti?

Lo so, avrei dovuto dire tutto questo. E invece non ho avuto il coraggio di farlo. Il risultato è stato che il mio nome in trasmissione non è stato fatto, e sul sito ci sta la fotografia mia, peraltro di un altro spettacolo, che con OTTO non c’entra una cippalippa, ovvero “non vengo dalla luna”, senza nessun tipo di specifica, roba che se uno va sul  sito pensa che la tipa fuori di testa nella foto è Alessandra Marolla,  e invece sono io, cazzo, sono io che stavo facendo uno spettacolo che parla proprio di questo, di quanto sia stanca di essere trattata come una risorsa oggettiva senza che mi venga riconosciuto alcun diritto, di quanto sia esasperata dall’uscire sempre sconfitta dalle stronzissime relazioni di potere, di quanto mi faccia schifo scendere a patti con chi in quel momento è più forte di me, eppure non abbia scelta perchè altrimenti non mangio.

E pure questo post, se qualcuno della rai lo vede, lo so che mi porterà solo grane, perchè io sono una sola, e il mio potere è ridotto alla denuncia sul mio stracazzo di sito o, se sono fortunata, a una manifestazione all’anno in cui posso esprimere la mia sacrosanta rabbia. E tanto per parlare di visibilità, di questa dorata moneta di scambio con la quale mi ci faccio il bidet, il mio sito ha avuto tredici visite dal quello della rai, t r e d i c i, non so se mi spiego, grazie tanto, tredici visite me le guadagno con molta più facilità durante un aperitivo.

Bella menata, eh? Io più ci penso più mi incazzo, e non posso fare niente, se non scrivere la mia rabbia sul mio stronzissimo sito e per questo correre pure il rischio della denuncia perchè chi ha il potere ti può sempre denunciare, anche se ha torto.

E comunque, anche per questo, stasera ho contribuito all’organizzazione di un evento che parla proprio di precarietà. Ci sarà il video di Alessandra, ci sarò io, ci sarò Laura Pasotti e ci saranno i precari e le precarie, ecco. Se siete a Bologna stasera, dalle 20 in poi, al TPO parliamo di noi.

Ma vaffanculo

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