Ago 09 2011

una giornata senza pretese

Published by lucilla at 20:13 under casa, bologna, amici

Il cielo del tramonto bolognese si prolunga verso la stanza in una striscia sottile e finisce proprio dove comincia Irene. Seduta in mezzo all’ultima luce di una giornata breve, sta dritta sul suo cuscino fucsia. La chitarra tra le gambe, suona con la sua espressione concentrata e un po’ scontenta. Se ne sta proprio di fronte alla finestra e guarda con la testa un po’ reclinata la sua mano sinistra. La destra, velocissima, disegna figure che non conosco.
Di là le due casalinghe più divertenti del nordest si cimentano in una cena improbabile, Nico che litiga con le sue seppie, Fra che discorre con la carta forno. Io, semplicemente, sto in vacanza in questa casa piena di luce, lascio che la Ire mi suoni una delle mie canzoni preferite e mi sento addosso le giornate trascorse, giornate che ancora non riesco a descrivere ma che mi stanno tutte tra le costole, a fare una leggera pressione, come due mani grandi che mi sostengono il busto.

Ecco un’altra improvvisa estate, arrivata proprio adesso che non l’aspettavo più, insieme alle note della Ire che adesso accompagna con la testa un movimento della sua mano.
Guardo Irene e penso che mi mancherà un sacco. Mi mancherà quel modo che ha lei di affezionarsi al pupazzo che sta nella mia auto e mi mancheranno i suoi messaggi infiniti nella mia segreteria, la sua discrezione e la sua schiettezza, mi mancheranno, e un sacco di cose che non scrivo perchè sono le cose segrete che si nascondono tra le parole e gli abbracci sul divano fucsia di casa sua mentre Francesco gira entusiasta sulla sua nuova sedia con le rotelle e Nico si lamenta con le cipolle e i piselli e simili esseri stranamente animati.
Questa casa, mi mancherà, la casa e il suo balcone, dove Fra e io abbiamo teorizzato la nostra rivoluzione di musica e parole e dove ci siamo confessati le nostre scontentezze, dove la domenica ho pranzato grazie ai manicaretti e alle risate di Nico e ho pensato che, davvero, era il nostro pranzo della domenica, e ce lo meritavamo tutto.

Mi mancheranno, penso, e intanto me ne sto sul divano a godermi il sole che si nasconde piano, alla fine di una giornata bianca e placida, come non ne vivevo da mesi.
Certo che l’estate ti rifila i suoi regali proprio quando meno te lo aspetti.

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