Ago 15 2011

parenti, serpenti eccetera

E’ finita che invece di starmene a casa a preparare la partenza, invece di imparare seriamente il coreano, invece di valutare le valigie, i viaggi, i contatti, i libri, le cose da lasciare quelle da chiudere quelle da portare, invece di dedicarmi a tutte queste attività più o meno utili alla mia partenza o per lo meno al mio umore, mi sono fatta prendere dalla sindrome della figlia affettuosa e sono venuta a Crampobasso a salutare la famiglia, che poi fino a febbraio sai mai, può succedere di tutto.

E ho fatto male

Ogni volta mi scontro con questo muro di incomprensione, con queste pareti costruite sulla base di reciproche disattese aspettative, e i pranzi sono pieni di frecciatine avvelenatissime, e le gite si trasformano in scenate, e l’amore si nasconde sempre troppo bene dietro le recriminazioni. Poi loro invecchiano senza che io nel contempo cresca, e così siamo gli uni di fronte all’altra, loro sempre più vecchi, fragili e rigidi allo stesso tempo, lacrima facile e salute cagionevole, io ancora e forse per sempre adolescente insoddisfatta, o forse adulta sì, ma non l’adulta che essi avrebbero desiderato. Che arrivo e gli unici racconti che ho sono di scalcagnati spettacoli in centri sociali occupati e manifestazioni di protesta contro questo e contro quello, non ho figli di cui vantarmi, mariti di cui lamentarmi, non ho case da comprare mutui da pagare, e vivo in una casa di diciotto metri quadri che per loro è una vergogna, con tutto quello che m’han fatto studiare, e c’ho una vita che non si capisce un cazzo, e anche a volerla raccontare ne verrebbe fuori solo un bel casino, e adesso c’è anche questa cosa della Corea ma diobbuono perchè non hai fatto l’avvocato perchè sei venuta così stramaledettamente irrequieta insoddisfatta che ci fai stare di continuo col patema d’animo e non si sa mai dove sei cosa fai e magari ti droghi anche vai alle manifestazioni violente probabilmente sei pure amica di quei come si chiamano blekblok e ti verrà qualche malattia e forse se non hai un compagno, se non vuoi dei figli, è semplicemente perchè sei lesbica, e non ti rendi conto che i problemi sono altri ci sono la casa da comprare la famiglia da costruire guarda tua sorella sposata marito diligente ed amorevole bambino che è uno splendore perchè non prendi esempio.

E pure la sorella, le sorelle, mioddio, io sono terrorizzata dall’idea che i miei stirino le zampe, perchè già me le vedo, a recriminare, a lanciarmi accuse come dardi infuocati, a mascherare la loro insoddisfazione dietro tonnellate di recriminazioni, che già stamattina siamo partiti con carla sei un’egoista e ci crei solo problemi, e allora figuriamoci quando i miei stireranno le zampe, ci sarà una tragedia familiare una lotta intestina altro che montecchi e capuleti ma io mollo tutto e scappo, dioken, non ho nessuna intenzione di farmi incastrare nelle loro meschine scaramucce sui metriquadri madonninasantissima no, per carità, io me ne tiro fuori non ne voglio sapere niente delle loro recriminazioni, che qui in questa casa pare che abbiamo i santi cavalieri protettori della famiglia, tanti santi Giorgi armati di spada e scudo che al varco attendono me, il drago distruttore e maligno eddai, non mi sembra manco una cosa proprio equilibrata.

E allora sto qua in questa casa piena di fantasmi e mi domando gli altri come fanno, cazzo, come fanno. Forse dovrei sparire e non vedere più nessuno fino a che i due poveri vecchi non stireranno le zampe forse dovrei dichiararmi morta forse dovrei leggere un altro libro sulla psicanalisi e sarcazzo cosa io sinceramente non so non ho soluzioni e adesso vorrei stare al mare con i compagni e le compagne proprio come ieri e ieri l’altro, a giocare a pallone e parlare di finanza sotto l’ombrellone, perchè almeno così non mi sentirei un mostro un drago malefico un emissario del maligno.

Allora se le cose fossero lisce se fossero piane io farei le valigie e me ne andrei domani stesso e invece non sono lisce manco per un cazzo e se me ne vado mi sento in colpa e mi struggo, sia per i due vecchi che per quella stronza travestita da San Giorgio, mi sento in colpa mi sento reponsabile mi sento come se in fondo fosse causa mia se non sono come loro vorrebbero mi sento mah chissà come mi sento, eppure insisto a stare in questa casa perchè non ci sto a chiudere i canali non ci sto a sparire a dire fate un po’ il cazzo che volete io me ne lavo le mani, questo è forse il punto maledetto che io stessa io per prima rimango perchè sogno il lieto finale di merda in cui a natale tutti ci ritroveremo e festeggeremo felici e ci vorremo bene e non ci saranno non detti non ci saranno recriminazioni.

La verità è che io stessa meschinamente sogno il lieto finale del film americano e un natale in cui finalmente i miei genitori e le mie sorelle saranno contenti dei regali che faccio loro e non mi guarderanno con le facce confuse e un po’ deluse chiedendosi contemporaneamente come occultare i miei stupidissimi regali senza offendermi.

2 Responses to “parenti, serpenti eccetera”

  1. joon 15 Ago 2011 at 18:38

    ehi ehi a me invece piacerebbe un sacco avere una sorella così come te!regalo incluso senza facce deluse:)
    ti abbraccio!

  2. rossellaon 15 Ago 2011 at 21:26

    ah,che visione romantica della vita,di eroi e di martiri,come la storia dei 18 metri quadrati che sono una vergona (c’è gente che non ha neanche quelli!),o che i figli sono fatti per vantarsi,e…ma vabbè,forse in realtà è meglio così ad o…gnuno il suo punto di vista,la verità è ciò che vi pare,diceva Pirandello e poi altimenti di cosa scrivere e parlare?ah,preciso,sono stata chiamata in causa,altrimenti mai mi sarei permessa di fare tali commenti in rete!

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