Ago 27 2011

i soliti blabla

Published by lucilla at 20:14 under lost in translation, viaggi, carla vitantonio, bologna

Come ogni volta prima della partenza, c’è una parte di me che si rifiuta di pensare alla prospettiva delle ventitrè ore di viaggio, dei cinque mesi a venire, dei vestiti stirati dei sorrisi delle distanze della scomparsa del teatro della lingua, una parte di me che si rifiuta di pensare alle ore che trascorrerò con la cartina in mano cercando di trovare la strada giusta, alle volte che sbaglierò uscita della metropolitana, a quelle in cui mi demoralizzerò perchè invece di prendere una salsa ai peperoni prenderò un patè di cavalletta, una parte di me che si rifiuta di contemplare le sorprese, gli straniamenti, i letti, gli sguardi inaspettati gli amori gli scazzi le passioni che m’aspettano. C’è la testardissima parte di me che si toglie le scarpe e minaccia d’incollarsi i piedi all’asfalto di questa città. Mi sorride dallo specchio, occhi come fessure e sorriso di sfida, mi toglie il sonno e mi costringe a camminare tutta la notte per questa città che proprio adesso è un pochino mia, e ogni strada m’appartiene, ogni foglia calpestata è un ricordo, ogni angolo una sorpresa. Dovrei essere presente per assai più persone, lo so, dovrei dedicarmi ai saluti come si deve, forse dovrei anche preparare dei presenti, che poi non si sa se torno, non si sa come torno, sempre le solite storie.
E invece voglio fare solo quello che mi va, voglio vedere solo le persone che dico io, e per gli altri scompaio come se fossi già partita. Le mattine mi annoiano, allora le elimino. I pasti comandati pure, e tolgo pure quelli. E mi attacco come un’affamata a uno sguardo che m’accoglie, mi dimeno mordo succhio come se dovessi lasciare, andandomene, l’acino d’uva vuoto.
Che poi lo so, puoi anche promettere di tornare, ma ogni volta che parti c’è un piccolo prezioso bicchiere che si rompe. E quando torni più niente è uguale.

Mi faccio i dispetti. Mi cerco e non mi trovo. Mi picco. Faccio i capricci e non mi accontento.
Conti alla rovescia non ho mai saputo farne.

Certo che la Corea è proprio lontanissima, eh.

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