Set 19 2011

e come lazzaro resuscitò dai morti.

Alle quattro me ne scappo dal lavoro perchè se dovessi rimanere di più finirebbe che farei troppe ore e non sarei assicurata eccetera quindi potrebbe capitare che se mi rompo una gamba come si suol dire poi mi devo costruire il gesso con la saliva allora io alle quattro e qualche minuto chiudo tutto e me ne esco dall’edificio a lucine. Subito opero la trasformazione da funzione a essere umano ed essa si manifesta nella repentina eliminazione delle scarpe chiuse in favore delle mie ciabattine consumatissime che è come camminare scalza. Che me lo diceva la mia mamma ma da dove sei uscita tu che non ti vuoi mai mettere le scarpe e stai sempre coi piedi nudi dappertutto. Io rispondevo ma’, se non lo sai tu da dove sono uscita figurati io, che ero troppo piccola e non mi ricordo.

Mentre opero la transformescion mi pongo le domande esistenziali tipo ma io, sono veramente convinta di voler fare questa cosa? ma non sono in tempo per scappare? ma poi uno, se finisce veramente col fare questa vita qua, in cui sta mascherato da funzione per otto dieci ore al giorno, dove le piglia le soddisfazioni?
Me lo ripetevo alla Marci quando in gioventù la mia capa mi dava ordini inspiegabili e me lo ripeto anche oggi, e pure lo ripeto alla mia amica Elle noi non siamo il nostro lavoro noi non siamo il nostro lavoro noi siamo molto molto di più del nostro lavoro. E mentre lo ripeto arriva lo stagista che spera di fare la figura del brillante e del colto e mi dice “citazione da fightclub?” e io lo guardo con l’unico occhio che vorrebbe incenerirlo e mi viene da eruttare fuoco e aglio, tanto e’ miserabile l’incapacità di alcuni di pensare che qualcuno possa anche elaborare delle teorie originali senza per forza citare un film. Nella fattispecie io. Che poi a me fightclub un po’ mi fa pensare a quel violento dissociato del mio extutto e non è che sia proprio un film che ho amato amato amato, eh.

Terminato il piccolo sfogo sconclusionato rimango con gli interrogativi esistenziali e penso al mio prof che mi diceva tu devi fare l’attrice. Me l’ha detto anche quando ci siamo incontrati per mangiare la carne come si fa qua in Corea coi bastoncini di ferro e quei bracieri in mezzo al tavolo e i paninetti di insalata salsine e carnazza che sono una meraviglia ma insomma me lo ha ripetuto il prof, e dove li metti questi anni di lavoro dove la metti l’esperienza maturata eccetera?
Mi viene quasi fuori il commento omofobo ma poi vado oltre e dico bah non lo so ma io ho come perso il senso come perso la bussola.

Questo al prof non gliel’ho detto. Ho imparato che per essere credibile una non può dire onestamente: sono persa confusa il mio sogno è morto e io sto disperatamente cercando altre luci altri porti da raggiungere altri entusiasmi, li sto cercando studiando lavorando eccetera epperò per il momento non li trovo.
Queste cose non si possono dire assolutamente, bisogna essere decisi puliti e pettinati . E mentre io dentro di me frano perchè sono completamente sbrindellata guardo uno dei miei tredicimilasettecento capi e dico sì sono profondamente interessata a fare questo ma anche a fare quest’altro sì sì sì.
Poi penso che tra qualche giorno pure il prof se ne va e a me un poco mi dispiace perchè poi una volta che le persone se ne vanno un po’ le perdi.
Oppure le perdi perchè te ne vai tu ma questo è un altro discorso.

Penso che oggi sono stata proprio educata e ho cominciato a cercare di rispettare tutti i rituali coreani del pasto anche se non è che mi venga proprio bene anzi a volte sono proprio una maleducata ma tutti abbozzano, poi mi sono fatta perdonare dando una pubblica lezione di rollaggio di sigaretta che ha attirato una vasta gamma di commenti che andavano dall’entusiasta al disgustato passando per quasi tutte le sfumature intermedie.
Penso che mi piace molto mangiare il kimchi e soprattutto mi piace mangiare il kimpap perchè mi sento come un personaggio dei cartoni animati, e nei cartoni animati l’eroina alla fine dopo mille fatiche vince sempre. Anche io vincerò, a suon di kimpap. Ma vincerò chi, cosa?contro chi contro cosa?

Di chi è la colpa se sono così persa? della mia mamma e del mio babbo? dei miei prof al liceo? del sistema che mi ha fatta così precaria tra precari? del nano malefico che governa il mio paese? del fondo monetario internazionale? della banca mondiale? della Grecia e del suo falso in bilancio? della Merkel che sarà anche una culona (come me del resto) ma ci ha in mano mezza Europa? di quelli che dividono il movimento ad ogni costo? di quelli che ad ogni costo lo vorrebbero unito anche quando non c’è un cazzo da unire? di chi è la colpa? di quelli che hanno inventato lo stage non retribuito? dei miei piedi nudi insofferenti alle scarpe chiuse? degli Africani che non sterminarono i primi bianchi che si andavano a pigliare gli schiavi? di Stalin e del piccì? Di chi cazzo è la colpa? Chi ha nascosto la bussola? E gli altri, gli altri come fanno a sopravvivere?  e soprattutto, è proprio vero, è proprio vero sempre che

c’era una volta l’amore ma ho dovuto ammazzarlo???????????

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