Set 12 2011

il soju e le barriere culturali

Ebbene iersera con una serie di stratagemmi e l’aiuto prezioso di amici distanti sono riuscita ad uscire a Seoul, dunque adesso dovrei descrivere la vita notturna della capitale, i giuochi i diversivi e i passatempi. L’ingrediente fondamentale pare essere questo Soju, una specie di vino liquoroso amaro, piuttosto forte, che non ho capito perchè il mio ospite mi ha detto essere fermentato chimicamente. Il Soju ti viene venduto in bottigliette da mezzo litro, lo bevi in shottini oppure mescolato con la birra in una procedura assai pittoresca che vede persino l’uso di un paio di bacchette che vanno violentemente sbattute nel mezzo della poltiglia per farla schiumare.
Io l’ho trovato divertentissimo.
L’apparente inocuo Soju ti scende giù che è una meraviglia e in men che non si dica ti trovi ubriaca marcia, seduta di fronte a un coreano eterosessuale.
Il problema dei maschi eterosessuali in genere nel mondo, come ho potuto constatare durante i miei viaggi, è che -a meno che non siano tuoi amici amici amici, ma anche questa non è una garanzia di ferro- quando cominciano a bere troppo spesso ci provano.
Chiariamoci subito, non è che questa pratica mi disgusti o incontri la mia disapprovazione, però cazzo, diciamo che preferirei in questo momento poter uscire con una persona senza dovermi domandare per tutta la sera se il suo interesse verso la mia conversazione è genuino o se si è già convertito alla religione della vulva.

Ieri all’inizio della serata ero convinta che a Seoul i maschi eterosessuali non fossero come quelli europei, da questo punto di vista, tanto più che, mettendo le mani avanti quando eravamo ancora alla prima bottiglietta di soju, avevo specificato a scanso di equivoci di essere impegnata. So che i miei amici più hard-core mi avrebbero suggerito di buttarmi a piè pari nella prima esperienza sessuale coreana, ma io non ne volevo mezza, mi pare di aver fatto già un sacco di esperienze nuove non vedo perchè avrei dovuto bruciare le tappe in questo modo. Certo, sento di aver tradito la fiducia della mia amica Irene che aspetta racconti pornografici dalla Corea ma ho come l’impressione che il mio gentilissimo ospite di pornografico mi avrebbe offerto ben poco, visto che la sua seconda battuta è stata “sto cercando una ragazza da sposare”. Ho l’impressione di non essere io, amico.

Ma a parte il delicatissimo lavoro da equilibrista che ho dovuto fare per tutta la serata, la conversazione è stata piacevole e ho imparato un sacco di cose sulla Corea e i coreani, che ovviamente mi tengo per me, sennò che gusto c’è. Alla terza bottiglia di soju gli equilibrismi della sottoscritta diventavano più faticosi e provavo a spiegare al mio ospite che in Europa molto spesso i giovani non si “fidanzano” ma si “frequentano” . Con molta pazienza il mio ospite mi diceva invece che in Corea è cosa assai comune, all’inizio di una relazione, chiedere “quante relazioni hai già avuto?” e OVVIAMENTE i maschi tirano ad alzare il numero e le donne cercano di abbassarlo. Bella merda. Mi sono domandata se sia opportuno mostrare anche la cintura con le tacche. Alla quarta bottiglia di Soju il mio ospite mi ha confessato che gli piacevo molto e che lui sarebbe stato disponibile a un sexual affaire così, in amicizia. Io, con gli occhi che se ne andavano dovunque, gli ho chiesto gentilmente di mettermi su un taxi prima che mi trasformassi nel mostro di Lockness.
Da lì a stamattina è stato un lungo sonno interrotto soltanto dai vicini che cominciavano a festeggiare il loro Chuseok.

Dunque mi dispiace molto ma non saprei ben dire come i coreani trascorrono le loro nottate, posso solo dire come l’ho trascorsa io, e mi sono divertita molto, almeno fino alla terza bottiglia di soju. E poi la notte Seoul è proprio lo specchio dell’Asia che mi immaginavo io: traffico, lucine, palazzi altissimi e giovani alla moda che indossano tacchi a spillo o cravatte sottili o tutt’e due, e io mi sento come in uno di quei fumetti di Altan, solo che non ho affari loschi da trattare nè oro da vendere nè diamanti da smerciare sottobanco. Ma questo è solo un dettaglio. La prossima volta che esco voglio andare in un club, e vediamo che succede.
Cioè, vediamo che MI succede….

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