Ott 16 2011

un post disimpegnato che salta di palo in frasca

I miei esperimenti esistenziali proseguono in Asia mentre l’Europa non riesce ad affondare e io dico cazzo, questo 15 ottobre poteva essere una buona occasione per avere un po’ di spazio sulla terra, sai che figata, un continente in meno, quanto mare, quanto pesce, evviva, invece no, l’Europa rimane in piedi più o meno e a me mi vengono solo in mente un paio di interviste fatte a Cossiga che vabbè adesso non mi dilungo.
Non voglio parlare di politica. Perchè se ne parlo mi incazzo e mi viene una rabbia tale che per calmarmi devo andare in metropolitana e spintonare un centinaio di cyborg. Ma siccome non ho voglia di uscire e farmi arrestare da un esercito di cyborg allora me ne sto buonina. Però una cosa la devo dire eh. Anche qui a Seoul ieri hanno fatto la loro occupazione. Si sono ritrovati, hanno acceso le loro candeline, si sono seduti nei posti prestabiliti e tutto si è pacificamente svolto come in una specie di veglia del venerdì santo.

Madonnina delle proteste, aiutami tu.

La polizia aveva diramato un comunicato che avvisava che chiunque fosse stato sorpreso a fumare sigarette per strada o a sedere sulle aiuole durante la manifestazione sarebbe stato arrestato. I manifestanti hanno pensato bene di non disobbedire agli ordini della polizia, così hanno fatto la loro bella manifestazione di sto cazzo, con le loro stronzissime candeline che ci mancava solo il lamento per la morte del cristo crocifisso ed eravamo a posto. Intanto la polizia controllava che le aiuole non venissero calpestate.
Lo so, lo so, questo è un atteggiamento di merda, lo so sto giudicando, lo so questo non è lo sguardo di un’antropologa o di una sociologa eh lo so cazzo perchè io in questo momento non voglio essere una studiosa, voglio protestare cazzo, e mi sembra ridicolo che io possa protestare soltanto nel quadrato di asfalto che le forze dell’ordine mi hanno gentilmente concesso, seguendo dettagliatamente le istruzioni.

Che ci mancava solo che la polizia distribuisse dei foglietti del manifestante diligente.

 

Ma dove cazzo sono finita madonnina delle proteste, dove sono finita? no io mi devo fermare devo cambiare argomento perchè sennò domani mi vengono a svegliare i simpaticissimi sbirri coreani con in mano un delizioso foglio di via compilato in calligrafia su foglio di carta di gelso. Mi devo fermare, mi fermo.

Allora voglio prima condividere un episodio che è una via di mezzo tra il tragico e il grottesco ovvero la mia cena. La Corea per mangiare è un posto fichissimo perchè i ristoranti costano molto poco, le strade sono piene di bancarelle che ti vendono qualsiasi cosa, e nei supermercati trovi tutto, e dico tutto, già cotto. Che te lo devi solo mettere in bocca. Va da sè che io, single di ritorno, abbandonati felicemente i fornelli quando il mio ex (che gli caschino i coglioni ogni volta che lo nomino) mi ha sbattuta fuori di casa, qui mi trovi proprio a mio agio. Credo di non aver cucinato una sola volta da quando sono sbarcata in Asia e sinceramente credo che sì,

una vita senza fornelli è possibile

ma stasera non so perchè ho deciso di prendere un prodotto solo parzialmente cucinato. I famosi noodles. Che tu teoricamente ci devi solo aggiungere l’acqua, si o no? e poi vengono fuori quelle zuppette deliziose dei cartoni animati, si o no? e tu le mangi mentre ti si appannano gli occhiali e il mondo ti sorride, si o no cazzo? No, no no no.
Devo aver sbagliato qualcosa. I miei noodles sono diventati una poltiglia informe di glutammato, salsa di soya, wasabi liquido, pescetti liofilizzati e sarcazzo cosa. Se provavi a tirare fuori un filo si alzava imponente tutta la matassa di gomma. Poco ci mancava che dovessi mangiarli col coltello.
Ma ce l’ho fatta, poichè sono una vera antieroina, li ho mangiati tutti e adesso essi giacciono sul fondo del mio stomaco dove hanno probabilmente riformato l’inscalfibile matassa dalla quale nuovi mostri nasceranno.
Da domani ritorno al già cotto, una dovrebbe essere in grado di capire quando certe cose non fanno al caso suo. E i noodles semicotti evidentemente sono tra quelle cose.

Poi volevo dire un’altra cosa. Io gli asiatici li capisco poco. Poco davvero. Anzi potrei dire che non li capisco per niente, tranne forse i miei amichetti attivisti che però, per il fatto di essere attivisti, già ci hanno le loro belle differenze, sono parecchio strani, lo ammetto, e forse è per questo che un po’ li capisco.
Ma gli europei credo di capirli abbastanza bene.
E allora mi incazzo ogni volta che mi sento una bestia da circo, che una volta ogni tanto vai a vedere che numeri fa, oh, la capriola, guarda come salta bene nel cerchio infuocato. Mi annoiano, e a volte putroppo mi feriscono, quelli che si spendono per avere la mia confidenza e poi una volta ce cel’hanno ti dicono che sono troppo impegnati. Io disprezzo quelli che una, due, tre volte al mese si vogliono fare un giretto in un mondo parallelo e allora mi cercano, così si prendono il loro pezzo di disobbedienza, il loro pezzo di protesta, il loro pezzo di libertà.
Quando mi sento così io mi incazzo e sbarro porte finestre e allora vaffanculo.
Che voglio dire, ci vuole delicatezza, onestà e coraggio.
Che quando succede così io allora davvero mi rendo conto che non valgo una cippalippa, che le persone mi passano attraverso e poi improvvisamente scompaio dai loro pensieri così come ci ero entrata.
E non mi piace, non mi piace, non mi piace.

Allora piuttosto lasciatemi stare, che ho il mio bel daffare e non ho chiesto niente a nessuno, lasciatemi stare e io mi faccio gli affari miei umilissimamente, che vi ho chiesto? niente vi ho chiesto, cazzo. Lasciatemi perdere.

E se invece mi volete allora vi dovete prendere tutto, tutto, tutto, chiaro?
non sono un supermercato,
non si passa per gli scomparti alla ricerca dei prodotti in offerta.
Sono una, intera, consumata, piena di rughe e dal carattere discretamente difficile.
Prendere o lasciare. 

Il mio hobby è collezionare delusioni.

2 Responses to “un post disimpegnato che salta di palo in frasca”

  1. Fainaon 17 Ott 2011 at 04:15

    ti rispondo qui ad alcuni importanti quesiti esistenziali: come faccio quando ho gli scoramenti? io cucino…. cucino cucino cucino perche’ mi rilassa e perche’ cazzo lo spaghetto liofilizzato e’ il secondo step della cyborghizzazione del mondo. Dai tesora, vieni a shanghai che ti faccio i taglierini coi fagggggioli…:-D
    sulla manifestazione ci siamo gia’ dette…. sabato e’ stata la giornata della frustrazione totale…. seguire la diretta su internet da 10.000 km di distanza…………tristezzasuprema…. cmq i giornali illeggibili sia ieri che oggi….puah.
    besos

  2. Fainaon 17 Ott 2011 at 06:32

    e dimenticavo, ti dedico questa bella frase con cui ho iniziato la mia giornata :” tutti a dire della rabbia del fiume in piena, e nessuno della violenza degli argini che lo costringono”
    baci sparsi

Trackback URI | Comments RSS

Leave a Reply