Giu 15 2012

Socialismo e barbarie

Published by lucilla at 09:08 under cuba, ingiustizie, storia, politica

Sono settimane che penso a Camilo Cienfuegos. Non so che cosa mi abbia preso. Ma secondo me la memoria di Camilo è un esempio di quanto, come nei peggiori incubi, la vera propaganda contro la rivoluzione a Cuba non la facciano i pamphet politici ma i b-movies, le telenovelas, le pubblicità di telefonini televisioni macchinoni e tunz tunz.

A Cuba ogni volta che parli di Camilo Cienfuegos vengono fuori facce enigmatiche e sospiri, parole a mezza voce e frasette che si concludono con il solito “ma non sono io che lo dico”, una specie di universale disclaimer, come a dire non ti sto dicendo la mia opinione, per carità, sto solo facendo il mio lavoro di storico.

Ecco a me tutte queste occhiatine di sbieco, tutti questi sospiri, mi fanno venire voglia di incazzarmi. Perchè la storia sarebbe, secondo i camerati statunitensi, che Camilo Cienfuegos sarebbe stato fatto fuori da Fidel Castro, che era geloso di lui. Ipotesi, per quanto mi riguarda, veritiera tanto quanto il fatto che i comunisti mangiano i bambini.
Fidel Castro non era Stalin,  e al tempo della morte di Camilo -anche volendo, ammettiamo che avesse voluto- non aveva il potere necessario per ordire l’assassinio.
Ma poi dico io.
Alla fine bisogna ammettere che i camerati statunitensi hanno un apparato propagandistico che vince e sbaraglia ogni concorenza possibile. Mi hanno trasformato Fidel in un orco che ha mangiato, per sete di potere, i suoi stessi fratelli.

E la cosa più aberrante è che a Cuba, purtroppo, molti ci credono.
Che Fidel fosse geloso di Camilo.
Perchè Camilo era più amato dal popolo di Fidel.
E allora Fidel zac, ha fatto il colpaccio alla Stalin.

Si conferma la tendenza -a volte un po’ eccessiva- dei compagni latinoamericani alla telenovela. Ecco, forse questo è il punto che mi lascia più amareggiata di qualsiasi altro. Che la voglia di telefonino televisione macchinone tunz tunz possa portare a questo.
Che in cambio di un brandello di “libero mercato” si possa svendere la propria dignità politica e umana.

Sono impopolare, sì, sono impopolare.

Però volevo dire che -a mio modestissimo avviso- Camilo Cienfuegos non è stato fatto fuori da Fidel Castro.
E qualsiasi cosa sia accaduta su quell’aereo, per me valgono le parole di Ernesto Guevara:

“Lo ha ucciso il nemico.
Lo ha ucciso perchè voleva la sua morte.
Lo ha ucciso perchè non ci sono aerei sicuri,
perchè i piloti non possono acquisire tutta l’esperienza necessaria,
perchè sovraccarico di lavoro com’era, Camilo voleva essere a L’Habana in poche ore…
e lo ha ucciso il suo carattere: Camilo non considerava mai il pericolo,
per lui era un divertimento sfidarlo, toreava con il pericolo, lo attirava e ci giocava tra le mani.
Nella sua mentalità di guerrigliero
una nube non poteva fermare o deviare un percorso tracciato”.

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