Giu 30 2012

La vera muraglia cinese

I cinesi hanno fatto le cose in grande anche questa volta. Non solo non si riesce ad accedere a Facebook e twitter, ma pare che alcune connessioni schermino addirittura le lucilleidi. La nuova muraglia cinese passa attraverso i nodi della grande ragnatela e mi lascia impotente e un po’ cretina di fronte allo schermo che mi dice connessione annullata. Anche questa volta i cinesi hanno vinto, almeno fino a quando non scoprirò il trucco per aggirare i milioni di soldatini virtuali che mi stringono d’assedio. Per ora chiedo a chi mi legge, se ne ha voglia, di postare su facebook e su twitter i miei aggiornamenti, così siamo tutti più tranquilli (io per prima).

Terminato questo preambolo posso comunicare che sono ufficialmente in Cina, in attesa di partire per la destinazione finale. Lo ammetto, lo scrivo (e lo penso) con un po’ di fatica. Temo che da un momento all’altro un cataclisma diplomatico si abbatta su di me e io rimanga per sempre bloccata in piazza Tienammen, proprio come oggi.
Eh sì, oggi 30 giugno 2012 sono stata là. Tutto il giorno. Un sole che ti trasformava in cotoletta in 45 secondi. Innumerevoli controlli di borse e borsette. Decine di migliaia di milioni di miliardi di mattoncini da percorrere. E soprattutto, i cinesi. I cinesi, perdio, sono tanti. Tantissimi. I cinesi sono molti di più di quanti possiamo immaginare. I cinesi sono infiniti, i cinesi sono immensi. In Cina, i cinesi sono praticamente ovunque. E forse anche fuori dalla Cina. I cinesi vanno in pellegrinaggio in piazza Tienammen e pagano il (caro) biglietto senza fiatare, allora le cose sono due: o il socialismo postmaoista ha veramente vinto, e questi stanno veramente ogni anno meglio di quello prima, o (e io propendo per la seconda) il governo cinese ha pagato miliardi di comparse per farmi credere (a me, proprio a me, la lettrice di italiano all’università di Pyongyang) che i cinesi visitano tutti piazza Tienammen, come i mussulmani andrebbero alla Mecca. Forse sono un tantino egocentrica.

Piazza Tienammen è smisurata. A un certo punto ti viene voglia di morire. Purtroppo quel punto si trova sì e no a un terzo della piazza. Rimangono altri due terzi, e il ritorno. Perdio, perdio. C’era Mao, il compagno Mao che mi guardava, che guardava me, proprio me! Dall’alto della sua fotografia. Io l’ho ringraziato. Per una serie di motivi che non ho intenzione di mettere per iscritto. Poi mi sono incartata, perchè questo viaggio è segnato da una assoluta novità: per la prima volta nella mia vita posseggo una macchina per produrre i dagherrotipi. La questione non è semplice come potrebbe sembrare. i dagherrotipi mi hanno preso un sacco di energia.
Per fortuna c’erano i miei ghiacciolini preferiti, in vendita a tutti gli angoli a soli 3 yuan (50 centimi). I GHIACCIOLINI DI SOIA!!!
Sono dei ghiacciolini apparentemente alla menta, ma attenzione, non bisogna credere all’apparenza. E io, in cinque mesi di Corea del Sud, ho imparato. I ghiacciolini verdi sono al gusto di fagiolino di soia. Ho già dedicato diversi scritti all’argomento. Superato l’orrore iniziale, il consumatore e la consumatrice scopriranno che essi sono ottimi.
I ghiacciolini di soia, al sapor di fagiolata, mi hanno salvata nei meandri della città proibita. Io li amo.

Poi ci sarebbero molte cose da dire sull’estrema civiltà di questi cinesi. Non sto scherzando. I bagni cinesi sono, a eccezione dei bagni del centro sociale TPO di Bologna, gli unici bagni dove sono disponibili degli assorbenti. I cinesi hanno capito come si fanno i bambini, e soprattutto come non si fanno. Potrebbero spiegarlo in giro e non tenersi il segreto. Potrebbero parlare col Papa, perdio.

I cinesi, per certe cose, sono proprio civili. Io li amo già tutti, milioni di milioni quanti sono. Ma già sono pronta per salpare verso nuovi lidi. E siccome non sono in grado di caricare i dagherrotipi sul sito, li metto sul mio account flickr, per i più curiosi.

Così, alla vecchia.

http://www.flickr.com/photos/10509702@N00/sets/72157630359148504/

E dalla grande muraglia, per oggi, è tutto.
Good night, and good luck.

2 Responses to “La vera muraglia cinese”

  1. Martinaon 07 Lug 2012 at 11:38

    degna conclusione “Train disinfeceted regularly” :)

  2. Francesco Don 12 Lug 2012 at 10:05

    Ciao!

    dovrei risponderti all’email e parlarti di me. Ma…

    Ho visitato davvero poco il tuo sito. Ma non voglio che tu lo chiuda e mi sono ripromesso di fare qualcosa.

    Non sapevo che prima della destinazione finale fossi transitata dalla Cina. Che bello!

    La tua opinione sulla civiltà degli abitanti è incoraggiante e non del tutto sorprendente per me.

    Sono molto desideroso di conoscere i motivi per cui ringrazi Mao.

    La muraglia cinese, piano piano, diventerà una siepe di confine, tutta in fiore e piena di porticine di legno che si apriranno con una semplice maniglia.

    Bye

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