Mag 26 2013

ma non fermarti più, ti ho detto di gridare.

Published by lucilla at 01:57 under conoscenza di sè, solitudine, amici, precarietà

Spengo la tivvù
e la farfalla appesa cade giù
succede anche a me(…)

Ogni volta che torno ci sono delle persone, i fratelli e le sorelle scelti in tutti questi anni di lotta e denti stretti, delle persone con cui basta lo scambio di un accendino e tutto rinasce come se fosse passato un giorno o poco più.
Per queste persone io ogni volta ritorno e trascorro giorni interi, prima di rivederle, immaginando come sarà, di cosa parleremo, come ci guarderemo. Ci sono contatti che semplicemente e meravigliosamente avvengono, e mentre lo fanno io mi accorgo di quanto mi sono mancate le braccia, il petto, la pelle delle guance. Ci sono i respiri, stomaco contro stomaco, o se una delle due persone è un po’ nana, come sono io, guancia contro stomaco, o cose del genere. Organi che si toccano e si parlano. Poi ci sono le risate, gli scherzi, quelli che sappiamo solo noi. I “ti ricordi”, i “non sei cambiata”, i ricci scombinati, la barba e le lavatrici condivise.
Per tutto questo ogni volta ritorno.
Per le persone che non mi fanno paura. Perchè ogni volta che le incontro è casa, eppure ogni volta ci lasciamo stupire da come siamo mutati e da come il nostro incontro può creare una cosa nuova e inaspettata.
Ogni volta prendo la lucillomobile e percorro lo stivale in su e in giù alla ricerca di loro, delle loro voci che non sono cambiate, di quel modo di girare le sigarette, dei fondi di grappa da terminare, delle camminate, delle biciclette legate insieme, delle promesse che si mantengono e di quelle che invece no.
Ritorno e senza di loro non sarebbe uguale.

Tu non pensarci più
che cosa vuoi aspettare

Epperò c’è uno strazio sottile nel vedere come le persone che amo si siano abituate a stare con l’assenza di me.
Progettano, disfano e rifanno, mi aggiornano quando possono, ma non mi contano più tra gli invitati a cena.
Allora mi dico che la prossima volta che torno, forse, la prossima volta che torno in verità non torno, perchè fa male.

L’amore spacca il cuore
spara dritto qui

La prossima volta che torno non torno, la prossima volta scompaio. Oppure non parto più, mai più, smetto di partire e resto per sempre, felice e arresa, resto e ci saranno ogni giorno gli sguardi le mani i sorrisi le sigarette in terrazza.
La prossima volta che parto non torno. O che torno non parto. La prossima volta che.

Ma non pensarmi più
ti ho detto di mirare
l’amore spacca il cuore
spara dritto qui.

One Response to “ma non fermarti più, ti ho detto di gridare.”

  1. temporaneoon 26 Mag 2013 at 09:28

    sempre brava, ciao

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