Dic 27 2007

i regali in casa vitantonio, cominciamo a spiegarci

Published by lucilla at 22:55 under campobasso, carla vitantonio, famiglia

L’uudm lo ha detto in tono solenne e affermativo: la tua famiglia ha creato un sacco di rituali. E così è.
Dopo i fritti del digiuno (quest’anno mia madre si è mantenuta leggera, soltanto insalata di rinforzo a base di peperoni, frittata di patate e mozzarelle, rigorosamente all’impiedi e in piatto di plastica, sennò che digiuno è -e con questa storia abbiamo fatto ridere persino la musulmanissima badante),
dopo l‘acquisto di un vero televisore per me e l’uudm quale mia dote (i miei non gli saranno mai abbastanza debitori per averli definitivamente liberati della spada di damocle ovvero io, damoclilla),
dopo il cenone della vigilia che è cominciato alle ore 22 per terminare a mezzanottinpunto,
è finalmente giunto lo spacchettamento dei regali.

Mi hanno raccontato che esistono famiglie in cui, contemporaneamente, all’ora stabilita, ognuno si scaraventa sui pacchetti col suo nome e li scarta così, nell’anonimato e nello squallore consumistico. Da me questa cosa è impossibile, anzi, sacrilega. La cerimonia avviene così: in uno scatolone vuoto del pandoro appena divorato papà vitantonio inserisce i bigliettini col nome di ognuno. Poi mamma vitantonio infila saggiamente la mano nello scatolone ed estrae i nomi, uno a uno. L’estratto dovrà andare in giro a prendere tutti i pacchetti a lui destinati, poggiarli sulla lunghissima tavola appositamente sgombra e scartarli, uno a uno, con tanto di lettura pubblica dei bigliettini e relativa commozione. Essì, perchè a casa vitantonio c’è sempre almeno una lagrimuccia ad accompagnare il sacro spacchettamento. Come dire, un pigiama regalato col cuore ci commuove di più della fredda capanna del bambingesù, amen.
E anche quest’anno è andata così. Visto il numero dei partecipanti, e visto che sono altissimamente consigliati i regali multipli (tanto che se uno ti deve regalare un telefonino ti fa tre pacchi: uno col telefonino, uno col caricabatterie e uno con le istruzioni), la cerimonia dello spacchettamento dura circa un’ora. Possiamo affermare all’unanimità che sia l’unica ora dell’anno in cui a casa vitantonio non c’è nessuno che urla, discute, reclama. Il tutto avviene in un religioso silenzio, come si attiene ad ogni famiglia di buona volontà.
Al termine della cerimonia ognuno, coi pacchi che spuntano da ogni dove miracolosamente impilati in improbabili jenga-jenga, si reca verso la sua residenza privata (a una delle prossime puntate rimandiamo la descrizione di villa vitantonio) per dedicarsi a faccende personali. Qualcuno si accompagna a una borsa dell’acqua calda. Qualcun altro a un peluche.
Per l’occasione a vitellone, il canecavallo, viene concesso l’onore di dormire davanti alle ceneri del camino.

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